|
SUNTO Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità - contatti
|
|
|
Il Palio più significativo del secolo Non si può, né si deve dire, che quello che ci attende sia il Palio più bello, soprattutto perché ogni Palio è diverso dal precedente e, per questo, è il più bello. Ma che questo Palio di Provenzano sia il più significativo dell'attuale secolo è un dato ormai scontato, e si può affermare. La febbrile attesa, che ha anticipato per mesi l'apertura della prima porta che immette nel corridoio del 2 luglio, è stata ampiamente soddisfatta con un'estrazione che, per il mese di giugno, ribalta notevolmente le strategie paliesche dell'inverno. E' certo che l'uscita del Valdimontone abbia arricchito il bagaglio di lettura di questo Palio; ma è altrettanto certo che la serie di infortuni, occorsi a ben tre fantini, metta a dura prova la preparazione strategica dei 10 Capitani. Un Palio significativo, anche perché due Contrade che non corrono (Leocorno e Nicchio) si ritrovano in mano due "manici" di un certo peso e rilievo. Analizzare per capitoli di lettura questo Palio, a 26 giorni dalla tratta, è un'occasione troppo ghiotta da potercela lasciare sfuggire. Allora accontentiamo la nostra personale sete di lettura, sperando che i tre, quasi due, lettori quotidiani sappiano interpretare le nostre scombussolate previsioni, anche se, per ulteriori delucidazioni, è sempre disponibile Ritaanna. Capitanbruschelli e Nicchio: obiettivi diversi e contrapposti - Il Nicchio non corre ma deve ugualmente scendere sul tufo. L'eventuale vittoria del Montone, infatti, costituirebbe una catastrofe senza precedenti, vuoi perché le due accoppiate vincenti che il Nicchio può far scendere sul tufo (quella del Bartoletti e l'altra di Capitanbruschelli) avrebbero padellato il loro compito, vuoi perché si affosserebbe tutto quel castello di esuberante determinazione che ha accompagnato i ritrovi in Via dei Pispini in questi mesi. Fa sorridere il fatto che, con una solo scomoda ghiandina, si capovolgano all'improvviso mesi di attese e di certezze. Adesso, in questi 26 giorni, l'obiettivo del Nicchio è uno solo: la non-vittoria del Montone e la conseguente vittoria di una delle altre nove. Ragionamento semplice, ma che non può far breccia in Capitanbruschelli. Se dovesse montare in qualche Contrada è certo che non seguirà le orme di Massimo Coghe, sacrificato in varie occasioni a restare nel Nicchio per mirare la non-vittoria del Montone. Capitanbruschelli è di ben altra consistenza, anche in considerazione del suono delle campanelline di fine carriera. A differenza del Nicchio, Capitanbruschelli se vince il Montone non si dispera proprio per niente. Tutt'altro; in considerazione del fatto che quelle striscioline colorate ottengono la libertà di circolazione e non rilevano mai la provenienza. Obiettivi, quindi, completamente opposti e divergenti quelli che adesso legano i colloqui di Capitanbruschelli con il Nicchio e che si andrebbero a complicare nel caso in cui il Montone si ritrovasse nella stalla un cavallo più che favorito. La credibilità interna ed esterna di Capitan Corbelli passerà anche attraverso le contromisure, che esistono e sono ben visibili, che saprà innescare per miscelare interessi così contrapposti. Una chiave di lettura particolarmente significativa e su cui torneremo più volte. Il Leocorno ad un passo dalla clamorosa beffa - La mancanza di Contrade-casseforti su cui Capitanbruschelli possa mettere occhi e mani, sempre ammesso che sia vincente e non lo è, è alla base di una clamorosa beffa per Capitan Fumi. Come è noto l'ingaggio invernale di Capitanbruschelli da parte del Nicchio è passato attraverso un "silenzioso" accordo che ha coinvolto il Leocorno. Bartoletti non sarebbe andato nel Montone (che non avrebbe corso, se non estratto, nel 2009) e Capitanbruschelli non sarebbe andato nella Civetta. Accordo fatto e stipulato, con il ritorno di una serie di bigliettini variopinti da Vagliano nelle casseforti del Castellare. Ad oggi la situazione dell'accordo è vicina alla rottura, poiché il Nicchio non può permettersi il lusso di escludersi una Contrada come la Civetta, visto che il Montone corre. E, se Capitan Morandi si ritrovasse con un super cavallo si può star certi che Capitanbruschelli, pur controvoglia, sarebbe spinto verso il Castellare da quella massa di opinione nicchiaiola con cui lo stesso Capitanbruschelli dovrà confrontarsi e che evidentemente non conosce. Ed allora? Allora il Leocorno si trova ad un passo dalla grande beffa, anche se gli accorgimenti non mancano. Inutile aver furia il 29 giugno nel piazzare Jonata Bartoletti; opportuno attendere le mosse di Capitanbruschelli per poi saper individuare dove il Bartoletti potrebbe finire. Ma attenzione alle finte; c'è il caso di vedere sistemato Capitanbruschelli lontano dalla Civetta già nelle prime ore del 29 giugno, per far sì che il Bartoletti si allontani dal Montone. Poi all'improvviso l'esultanza per il ritorno del figliol prodigo, anche se non vincenete. Trucchi banali, ma sempre vivi ed attuabili. La grande occasione dell'Atzeni - Non ha corso a Fucecchio; ha firmato il foglio per l'atto di presenza a Legnano. Adesso è pronto solo ed esclusivamente per Piazza del Campo, dove lo si attende ad una prova superlativa. Non è la difficoltà di saper scegliere il cavallo che preoccupa il cronista; casomai è la sicurezza di sentirsi svincolato dalle indicazioni di Vagliano che lascia ancora perplessi. La grande occasione che si presenta con questo Palio all'Atzeni è fondamentale per gli sviluppi dell'immediato futuro paliesco. Per la prima volta l'Atzeni ha un ventaglio di Contrade a disposizione superiore a quelle di Capitanbruschelli e deve dimostrare di poter saper scegliere con libertà, senza dover passare dalle indicazioni di Vagliano. La discesa di Andrea Farris a Fucecchio, congeniata da Capitanbruschelli, dovrebbe aiutare l'Atzeni per una scelta indipendente. Correre nell'Oca, ad esempio, significherebbe non solo nascondersi, ma seguire la linea tratteggiata da Capitanbruschelli; correre nella Lupa o, magari, nella Chiocciola assumerebbe un significato diverso, costringendo Capitanbruschelli a nascondersi nella Pantera. Comunque sia, quello che si svilupperà il 29 giugno sarà il primo passo ufficiale per la maturità paliesca dell'Atzeni, un esame che dovrà superare da solo confidando nelle proprie capacità. Una chiave importante è la mentalità di Capitan Toti - Il Drago di Capitan Toti non è, come suol dirsi, un crostino che si fa mangiare in un sol boccone. Tutt'altro. Una buona parte delle strategie del 29, dopo il tocco, passano dalla mentalità paliesca di Capitan Toti, che ha dato ampia dimostrazione di agire in modo indipendente dalle sollecitazioni, e pressioni, che riceve. I Palii vinti con il Chelli o il Casula sono lì a significare la grande capacità di autonomia di Mario Toti. a cui evidentemente piace agire con la propria testa. Capitan Corbelli, di conseguenza, deve fare attenzione nel recuperare, per il suo Capitanbruschelli, la monta del Drago; agire con pressioni, ed altri ingranaggi similari, produce reazioni contrapposte. E poi il Drago è ben inquadrato nelle indicazioni paliesche di questo Palio: è in fila, con il numerino in mano, per aspettare Atzeni o Bartoletti; poi, dietro l'angolo, c'è Alessio Migheli. Onda: la grande occasione in silenzio - Il fatto che la Torre non sia uscita è irrilevante per l'azione offensiva che Malborghetto sta preparando, seguendo uno dei suoi stornelli più caratteristici: zitti, zitti, piano, piano senza far tanto baccano. Ed in effetti gli ondaioli di baccano ne hanno fatto proprio poco in questo periodo; adesso devono concretizzare le strategie che hanno portato la Contrada ad essere pronta ad accogliere i favori del pronostico. Le spiccate, ed inconfondibili, peculiarità del popolo ondaiolo spingono in una direzione che non può essere quella che potrebbe attendersi Capitanbruschelli. Non si può oggi correre nell'Onda per firmare solo il foglio di presenza (Capitanbruschelli), ma solo per vincere (Bartoletti). Nel Palio non esistono calci di rigore, ma che opportunità - I celebri calci di rigore, con cui si assegnano titoli e coppe, non possono trovare applicazione nel gergo paliesco. Ma se si considera che, con un rigore, si ha una grande occasione, allora è evidente che questo "calcio di rigore paliesco" si inquadra perfettamente in alcune realtà di Provenzano. La Civetta e il Montone, oltre naturalmente all'Onda, si trovano nella condizione di trovarsi davanti tre giri, oppure 11 metri, dopo i quali si potrebbe aprire l'apoteosi. Ma Civetta e Montone devono fare i conti con una mancanza tecnica, l'assenza del Mari, che era imprevista e può modificare la situazione complessiva, visto che entrambi gli obiettivi vi confluivano. Mentre prima si poteva ipotizzare una situazione di alternanza e di scelta dovuta all'arrivo equino, adesso si deve parlare di strade separate tra le due Contrade. E' una prova decisiva, per inquadrare i risvolti tecnici che aprono strade interpretative di rilievo, come Capitanbruschelli nel Castellare, da cui dovrà emergere tutta la preparazione e sagacia di saper individuare e leggere le innumerevoli strade che portano a Provenzano. Una porta costantemente aperta - Un'ennesima chiave di lettura è offerta dalla Pantera, che apre la sua porta ad innumerevoli soluzioni. Sembra che si possa pensare ad un'apertura spaziale, visto che sarà praticamente impossibile decifrare gli orientamenti di Capitan Giannini. La Pantera è aperta a tutte le soluzioni; dal far debuttare il Mureddu, ad accettare il deposito gestionale del Farris, che correrà la prima prova nell'Oca, fino ad accogliere il ritorno di Capitanbruschelli a costo zero. Troppe varianti e troppe chiavi di lettura per riuscire a capire qualcosa di definitivo nella strategia panterina a 26 giorni dalla tratta. Certo è che al canape del 2 luglio ci sarà una Contrada molto tranquilla e particolarmente consapevole di poter ottenere anche il massimo con lo spreco di piccole quantità di energie. Chi sparisce dalla strategia paliesca - Oca e Tartuca, che finora accentravano su di loro tutte le luci del palcoscenico di Piazza, sembrano essere sparite dal mondo paliesco. Corrono, è vero, ma non sembrano ripercorrere le orme delle precedenti tappe paliesche che le hanno portate nell'Olimpo paliesco. Segno evidente che dall'Olimpo si fa presto a scendere. Si ha l'impressione che entrambe si troveranno costrette a seguire quelle indicazioni che Vagliano saprà loro impartire: a disposizioni ci sono questi due. Se fosse uscito il Nicchio, magari al posto del Montone, ci si troverebbe facilmente a delineare il quadro conclusivo: Atzeni nell'Oca e Zeddino nella Tartuca. Certamente è ancora un po' presto per una fisionomia definitiva, ma la sensazione che si avverte è che entrambe siano considerate punti di approdo. Nella morsa della rivalità - La Chiocciola con la Tartuca, la Lupa con l'Istrice. Chi gioca all'attacco e chi in difesa. In questo poker di Contrade l'unica favorita, che può giocare per la vittoria, sembra l'Istrice perché la Lupa deve obbligatoriamente pensare ad un unico scopo: la vittoria. E, per vincere, l'Istrice deve ricucire i rapporti con Silvano Mulas, perché con Capitanbruschelli ci sono troppe buchette che potrebbero aprirsi nel tragitto dalla mossa a S. Martino. Non siamo nelle condizioni ideali del luglio 2008; sia per la configurazione equina, che si prospetta di alto livello, sia perché Capitanbruschelli dovrebbe spingere subito verso quel colonnino di S. Martino che Ritaanna non è riuscita a togliere. Con Capitanbruschelli, è vero, si può dare una mano al Montone; con il Mulas, invece, si corre solo per l'Istrice. La Lupa non ha molto da preoccuparsi; Capitanbruschelli non andrà mai a disturbarne le azioni e, anche se si trovasse di rincorsa, farebbe partire tutti, Montone compreso. Con Mulas nell'Istrice, invece, non ha che da pensare alla sua vittoria con il Fais. Angolazioni, e letture, diverse invece per Chiocciola e Tartuca. La vittoria del Ricceri a Fucecchio, ed il modo con cui è stata confezionata, obbligano Capitan Focardi a presentarsi solo ed esclusivamente con questo fantino che risulta essere sempre più imprevedibile e, quindi, da Chiocciola. Forse è l'unico fantino a cui si può chiedere di danneggiare la Tartuca e di tentare di vincere; ha le capacità per poterlo fare, magari bisognerà valutare, il 2 luglio, la sua imprevedibilità. Se il giubbetto della Tartuca dovesse essere indossato da Capitanbruschelli o dall'Atzeni, izyno dovrebbe chiedere aiuto a Fra Masymetto per pregare insieme nella Chiesa di S. Martino. Ma ci sarà un giubbetto per Capitanbruschelli? - Dunque, vediamo in quali Contrade potrebbe correre Capitanbruschelli. Non correrà nell'Onda, nemmeno se Capitan Corbelli invierà il Bartoletti nel Drago. Non correrà nel Drago, perché le antenne di Capitan Toti non si prestano alle dolci melodie. Potrebbe correre nella Tartuca o nell'Istrice, presentando il proprio curriculum vitae, ma se è di rincorsa cosa fa? Fa uscire primo il Montone e lascia al canape Lupa o Chiocciola? E poi nella Chiocciola c'è quel Ricceri, sulla cui imprevedibilità nessuno garantisce. Potrebbe, però, correre nella Pantera, per nascondersi e non fare felici i suoi contradaioli del Nicchio, visto che Capitanbruschelli è un vincente e deve vincere per il semplice motivo che non vincerebbe il Montone. Ed allora? Allora correrà nella Civetta, solo quando il Bartoletti sarà ben vincolato nell'Onda. Il Palio più significativo del secolo - Già, specialmente se Capitanbruschelli resterà in palco. Sognare non costa nulla; lui, invece, costa. Sergio Profeti 3 giugno 2009 |