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Se ci fosse stato l'ex vero Sindaco di Siena invece di izyno ... Il secondo atto della vicenda fiscale, che si sta svolgendo nelle aule tributarie regionali di Firenze, possiede tutti quei requisiti tali da non permettere una superficiale attenzione. Del resto questa "preoccupazione" era nell'aria, in considerazione del fatto che la mole, degli oltre 100 ricorsi presentati dall'Agenzia delle Entrate di Siena e dalle stesse Contrade, rappresenta un consistente risvolto sanzionatorio davanti al quale era impossibile che calasse il sipario. La vicenda è iniziata con il piede sbagliata, è stata gestita alla carlona, o alla senese se si preferisce, ed ha coinvolto personaggi e strutture completamente inadeguati a fronteggiare una situazione che dopo anni si sta materializzando come la più pericolosa della secolare storia delle Contrade. Quando individui come l'ex-onorandino del Bruco e l'ex-onorandino dell'Onda, nella loro veste di Onorandone degli onorandini, si permettono il lusso di beffeggiare la Guardia di Finanza con il motto, del resto tutto inventato, che «A Siena si fa come ci pare», è più che mai evidente che ci si trovi davanti ad una situazione fin troppo delicata per essere ignorata con estrema leggerezza. E se, nella complessità della situazione, si ripropongono le esibizionistiche accuse mosse addirittura da izyno, nel maggio 2004, all'operazione svolta dalla Fiamme Gialle, ci si accorge che quello che si sta svolgendo a Firenze è un contenzioso che poteva essere assolutamente evitato se la gestione, e le relative decisioni, avessero avuti ben altri riferimenti, ben altre persone. Ecco, ad esempio, che se nella primavera 2004, quando la situazione fiscale esplose con tutta la sua veemenza, ci si fosse trovati alla guida del Comune un vero Sindaco, come l'ex-vero Sindaco di Siena (Pierluigi Piccini), il fascicolo tributario non sarebbe mai giunto a Firenze. Ne siamo fermamente certi. Come, del resto, è opportuno evidenziare che la la legge-fiscale, impropriamente così definita, voluta con particolare tenacia dall'onorevole Ceccuzzi, ha creato quella "camera di ossigenazione tributaria" che è servita, e serve, per superare il delicatissimo momento fiscale. Anche se, ancora, il mondo contradaiolo non ha perfettamente capito che è assolutamente inventato il motto «A Siena si fa come ci pare», semplicemente perché a Siena non si è mai fatto, nei secoli, come ci pare, sarà opportuno evidenziare i quattro periodi fiscali in cui ci troviamo. Il primo periodo è quello rappresentato dalle vicende che si svolgono nella sede tributaria fiorentina; il secondo periodo è rappresentato dalla Scatoletta Simmenthal, inventata dal celebre Di Tanno e che nessuno dovrà mai aprire; il terzo periodo è, invece, rappresentato dalla certezza derivata dall'intervento legislativo dell'onorevole Ceccuzzi; il quarto periodo è costituito dsal futuro che attende il mondo contradaiolo, specialmente se si continuerà ad insistere con l'impunità fiscale della città. Resta un forte rammarico: con l'ex-vero Sindaco di Siena Piccini non ci saremmo mai trovati a nessun "periodo fiscale". Così, semplicemente. Sergio Profeti 30 marzo 2009 |