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Cavallai, non c'è più una lira 2009: è l'anno dell'ultima edizione del Fallimentone. 2010: sarà l'anno in cui izyno farà scattare il fallimento del Fallimentone. L'approvazione del bilancio e degli utili della Muccona hanno costituito un preciso segnale per il mondo equino: senza lilleri 'un si lallera. Ed allora, cari cavallai, più o meno leccaioli del potere, più o meno interessati al pareggio sociale con i soldi della Mucchina, quello del 2009 sarà l'ultimo anno in cui si otterranno 800 euri per una vittoria, oppure 100 euri solo per trasportare gli equini. L'ultima volta, perché nel 2010 non ci sarà più una lira a disposizione. A dirlo non è certo Sunto, bensì la stessa Mucchina che, a margine del CdA della Muccona di venerdì, ha emesso un comunicato, ripreso da tutte le agenzie di stampa, nel quale si sostiene che: «le risorse sono più limitate e cambia necessariamente l'ottica della nostra attività istituzionale. Alla luce delle ridotte disponibilità finanziarie sarà necessario rivedere alcuni aspetti del documento programmatico. Pur mantenendo come obiettivo a lungo termine la stabilizzazione delle erogazioni, nell'attuale momento occorrerà puntare su una politica di rafforzamento patrimoniale, così da poter disporre di risorse adeguate, seppure inferiori al passato, per le erogazioni dei prossimi anni». Opportuna la traduzione. Come fa la Mucchina a continuare a sovvenzionare con erogazioni record, oltre cioè il consueto fabbisogno, un progetto come quello del Fallimentone, escludendo, o riducendo, ben altri programmi di rilevanza sociale più realistica e consistente? Semplice; non ci sarà più un progetto equino da sovvenzionare. Ed è la naturale conseguenza del modo di gestire i soldi pubblici sotto la gestione di izyno, una gestione che di trasparenza non ha assolutamente avuto nulla e che è stata impostata solo per ingigantire un numero di cavalli sproporzionato alle reali esigenze del meccanismo paliesco. Se Lello, o Gabry, della Mucchina vuole rendersi effettivamente conto di come izyno abbia buttato al vento centinaia e centinaia di milioni di lire, nell'applicazione delle norme del Fallimentone, può tranquillamente limitarsi a sfogliare il nostro archivio, dove, puntualmente, è stato evidenziato anche il fatto che soldi del Fallimentone sono andati a coprire buchi gestionali delle spese proprie del Palio, che, con il Fallimentone, non ha nulla da spartire. La carenza economica in cui, nel 2010, si troverà la Mucchina è il giusto toccasana per l'ambiente equino. Finalmente non ci saranno più mega-ingaggi per i Veterinari; non ci saranno i soldi di Convenzione per Monteroni; non ci saranno più premi di 4 milioni di lire a corsa, al netto-lordo; non ci saranno più soldi per chi parla all'altoparlante; non ci saranno più bilanci da pareggiare a settembre con le rette; non ci sarà più quell'immane buffonata dell'Albo delle fattrici non selezionate; non ci saranno più Convegnottoli da organizzare, né mega-cene, né viaggi, né pernottamenti. Non ci sarà più niente, perché, semplicemente, non ci saranno più soldi, né presso la Muccona, né presso la Mucchina. Ed allora ci saranno meno cavalli inutili di 3 o 4 anni iscritti alla pre-visita; non ci saranno centinaia di inutili cavalli; non ci saranno più agenzie per diventare cavallaio. Ci sarà, invece, una sfoltitura complessiva che servirà per ridimensionare un ambiente basato solo ed esclusivamente sull'intervento economico della Mucchina. Ed allora non vedremo più cavalli alla tratta costretti ad arrivarci perché altrimenti "salta" il contributo e non vedremo neppure più le polemiche sull'esclusione delle misure. Vedremo, al contrario, chi avrà veramente "qualcosa" dentro; "qualcosa" per la Festa e per il cavallo. Non c'è più una lira; ci saranno sempre, e comunque, dieci cavalli da assegnare. Così, semplicemente. Sergio Profeti 30 marzo 2009 |