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Giovagnoli e Magnaghi figure decisamente fuori luogo

Prendono, naturalmente al lordo, qualcosa come 16 mila euri per un impegno "professionale" (proprio tra virgolette) di appena 4-5 mesi: un'esagerazione, fin dai tempi della coppia Roghi-Guiducci. Incassano questi soldi perché dovrebbero costruire e, soprattutto, valutare un lotto di cavalli addestrati per correre il palio, quello di Siena che Capitanbruschelli non vincerà mai più. Un impegno che richiede caratteristiche e competenze completamente sconosciute alla professionalità ((senza virgolette) sia di Magnaghi che di Giovagnoli. Entrambi, nel settore paliesco, rappresentano, assieme naturalmente al mago-maghetto Reitano (che quando si leverà dai coglioni, assieme ad izyno, sarà sempre troppo tardi) e Pepe, un insieme di vera e propria distruzione del parco equino paliesco. La loro impossibilità di inserimento nei meccanismi palieschi, il fatto di non saper valutare se un cavallo sia adatto, preparato e, soprattutto, idoneo a correre il Palio, stanno contribuendo ad innescare quei meccanismi di non-ritorno e che difficilmente, nel 2011, potranno ripercorrere i percorsi del passato. Giovagnoli e Magnaghi incassano una consistente retribuzione, per un impegno sulla carta di 4-5 mesi, senza la minima responsabilità diretta, poiché dipendono interamente dalle arbitrarie decisioni del mago-maghetto Reitano (che quando si leverà dai coglioni, assieme ad izyno, sarà sempre troppo tardi). Sono figure decisamente fuori luogo e che non hanno alcuna voce in capitolo. C'è da chiedersi, oltre ad incassare al loro 16 mila euri, cosa ci stiano a fare in questo delicato mondo dei cavalli da Palio.

Sergio Profeti

18 marzo 2009