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Cambiano di nascosto i metodi per le misurazioni

Come al solito, e per passare alla storia, Giovagnoli, dopo aver ricevuto la benedizione del mago-maghetto Reitano (sempre Colonnello dell'Esercito Italiano e quando si sarà levato dai coglioni sarà sempre troppo tardi),  ha provveduto ad eseguire una misurazione del cavallo secondo suoi personalissimi metodi di valutazione. Usando, del resto, una strumentazione tecnica che nessuno possiede, e basterebbe questo per invalidare le conclusioni a cui si è giunti, Giovagnoli sta creando una serie di precedenti facilmente contestabili. Anche se va sempre tenuto fermo il motto alla izyno "A Siena si fa come ci pare", è opportuno evidenziare come questo modo di agire da parte di Giovagnoli favorisca sia il clientelismo che le polemiche. Nelle pre-visite delle misure si è visto l'ippometro con il laser, poi rottosi, per misurare l'altezza; Giovagnoli ha inoltre misurato la  circonferenza dello stinco, la larghezza e lunghezza dello stinco con il calibro, la lunghezza del tendine e, chicchina finale, l'angolo dell'arco nella flessione dallo stinco allo zoccolo. Tutti elementi "scientifici" che con il cavallo da Palio non hanno nulla a che vedere e che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, l'assoluta estraneità di Giovagnoli e delle Tre Marie con il mondo del Palio di Siena e del cavallo in particolare. Ma, elemento da non sottovalutare, i metodi nuovi di misurazione sono stati tenuti nascosti a tutti i cavallai, per cui non è stato possibile alcun  tipo di prevenzione prima dell'eventuale bocciatura. Tutti questi segnali di inconfondibile sciatteria organizzativa portano alla ribalta il nome di izyno, come unico e consapevole responsabile di tutta la trasandatezza equina.

9 marzo 2009