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Un buongiorno Siena

La grande occasione persa da izyno - Non c'è dubbio che izyno abbia perso la sua più grande occasione per ricevere applausi, viste le conclusioni, un po' forzate, a cui lo stesso è giunto dopo qualche annetto passato a cullarsi dentro il sogno del Palio in più. izyno doveva capire che, all'improvviso, la situazione non era più quella di alcuni mesi fa e che il collasso economico poteva travolgerlo. A dicembre, il via ufficiale al Palio del libro porta la data del 3, poteva tranquillamente, come gli avevamo suggerito il 25 novembre, prendere contatti con gli onorandi, come fece con Cristoforo Colombo l'ex-vero Sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, per analizzare insieme se fosse opportuno, o meno, intraprendere l'intera problematica paliesca, intersecandola con la crisi economica ben dipinta e chiara. Era quella l'occasione, magari nell'ufficialità del banchetto del 1 dicembre, prendere atto che, pur riconoscendo il significato culturale del compleanno del libro, non esistevano quelle condizioni necessarie per dare il via all'iter paliesco del Palio in più. Non si trattava di alzare le mani, bensì, più concretamente, di aver maturato condizioni che, qualche mese prima, potevano restare, in modo abbastanza forzato, ancora lontane dalla realtà che si andava a delineare giorno dopo giorno. Al contrario, izyno il 3 dicembre ha dato il via ufficiale ignorando volutamente, e deliberatamente, una realtà, che non produceva effetti positivi, e spinto dai risvolti negativi, ma che considera altamente positivi, di un Convegnottolo la cui mega-cena rappresentava, e rappresenta, uno schiaffo proprio alla crisi economica esplosa con drammatiche considerazioni. A Siena, si sa, si fa quello che ci pare; non è così perché si tratta un motto da leggenda costruita ad arte. Le leggende sono le bugie della storia; questa non è storia, è realtà. Davanti alla crisi, sfidata con atteggiamento sobrio, izyno ha alzato le mani e non si rende ancora conto dell' occasione persa proprio perché continua a chiedersi il perché. In forma sobria.

Cenciata senza precedenti - Nelle nostre tabelline e nei nostri pronostici il risultato finale sarebbe stato di 9 sì e 8 no; sufficienti, comunque, a far saltare il Palio del libro-manoscritto. Non è stato così. I NO sono stati qualcosa come 13, cioè 12+1, o, se preferisce, 8+5. I sì un numero decisamente striminzito: 5, perché il voto di Vagliano (2 presenti con 4 sì) avrebbe avuto peso sotto tutte le angolazioni amministrative. E' una cenciata senza precedenti che ridicolizza il Purgatorio Comunale, lo stuolo ristretto degli eruditi locali e quello dei quattrogiornisti. E' una cenciata che scandisce per Siena un buongiorno, non il buongiorno. Spetta adesso alle componenti interne saper valutare con attenzione cosa significhi questo buongiorno, tempo a disposizione ce n'è anche se non bisogna addormentarsi. Dopotutto un buongiorno non ha cadenza quotidiana.

Evento importante, non eccezionale - Il compleanno del libro-manoscritto è, senza dubbi, un evento importante, non certamente eccezionale. I compleanni non sono mai "eventi eccezionali" come scandiscono le regole della Festa. Gli eruditi locali, se dobbiamo considerarli così, hanno dato dimostrazione di non conoscere assolutamente l'esistenza di questo importante libro-manoscritto. Nella loro pura ignoranza, e per un erudita non è assolutamente consentito, non hanno mai saputo dell'esistenza della pubblicazione del Lisini nel 1909 e, se non ci fosse stato un erudito glottologo del calibro dell'egiziano Mahamoud Salem El Sheikh che, all'inizio di questo secolo, riscoprì l'edizione a stampa, nessuno avrebbe mai saputo dell'esistenza di questo importante "mezzo di comunicazione". Non si riesce d'altronde a capire tutto l'affanno degli eruditi locali, che si sono scatenati solo in questi ultimi due anni per ingigantire l'indiscussa "arte" dei senesi del XIV secolo.

Ha colpito il modo con cui è stato detto NO - La volontà di respingere al mittente la proposta del Palio in più è risultata netta e decisa, a tal punto che non sono subentrati dubbi di nessun tipo. Merito, anche, di alcuni onorandi che hanno saputo presentare, onestamente, le cosiddette conseguenze che avrebbe creato il terzo Palio nel panorama paliesco interno. E' stato un NO preciso, netto e, salvo alcuni casi, praticamente all'unanimità. La miscelazione tra la crisi economica e l'inventata motivazione hanno creato quella spinta necessaria per far sì che per il 2009 izyno potesse organizzare due soli Palii. E' un NO che, soprattutto, servirà a Siena per dimostrare, agli animalai per primi, che le Contrade non guadagnano assolutamente niente nel correre il Palio e che la presenza della Rai sul tufo non rappresenta certo per loro un business, anche se il Centro Commerciale ha riparato ai suoi debiti in concomitanza della vicenda di 007.

Quanti NO particolarmente significativi - Tra i 13 NO ce ne sono alcuni che meriteranno, nel proseguo dei nostri esami sul Palio del libro-manoscritto, un accurato esame. Ce ne sono alcuni particolarmente significativi, in alcuni casi sorprendenti ed anche inattesi, in altri coerenti e che dimostrano ampia maturità. Sì, da lunedì ci sarà modo di analizzare anche questo aspetto nei minimi particolari.

Segnale per modificare il Regolamento - Il modo con cui vengono proposti con cadenza i Palii in più deve trovare un ulteriore ritocco nelle norme regolamentari. Soprattutto, il confronto dovrà essere sviluppato su un piano praticamente semplice e privo di qualsiasi ipocrisia. La città, per se stessa e per le sue Contrade, sente la necessità di correre una volta in più ogni 6-7-8 anni? Se la risposta risulta positiva, si stabilisce ufficialmente che, a discrezione della Giunta, la città avrà, con cadenza variabile, un Palio in più da dedicare all'evento, o compleanno, risultato meritevole dell'effettuazione. Così facendo si tolgono, senza batter ciglio, tutte le strumentalizzazioni contradaiole proiettate nell'osservare gli interessi degli "altri", che rappresentano una base concreta per la motivazione ufficiale di ciascuna Contrada. Sapere, anche, di una cadenza certa toglierebbe quel senso di ipocrisia e piagnisteo in chi vota a favore sotto il motto "potrebbe essere l'ultimo", oppure "un Palio in più nella mia vita". Modifica regolamentare che, sarà bene stabilirlo adesso, dovrà avvenire allorché, finalmente, izyno si sarà levato definitivamente levato dai coglioni, e con lui, naturalmente, il mago-maghetto Reitano, ovviamente Colonello dell'Esercito Italiano. izyno ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di provvedere a ritocchi di qualsiasi genere e forma. Per altri 4 Palii lasciamo tutto così.

L'aberrante dichiarazione rilasciata da izyno - Martedì si pensava che izyno, prima di emettere la voce scritta, continuasse a leggersi tutto il Costituto ed  essere pronto per eventuali domande a tranello. Non è stato così, in quanto nella tarda serata dello stesso giorno è giunta, da parte del suo solerte ufficio che ne porta la voce nel mondo, una dichiarazione aberrante e amara nei toni. Una dichiarazione di sconfitta assoluta su tutti i fronti e che dimostra il grande sformato mangiato a pranzo dall'intera struttura comunale, nettamente ridimensionata dall'esito imprevisto con cui si sono manifestate le votazioni nelle Contrade. izyno non si aspettava non solo la bocciatura, ma "come" la sua proposta sia tornata al mittente. Poteva affermare semplicemente di prendere atto delle decisioni democratiche emerse e ribadire la bontà dell'evento dell'avvenimento. Al contrario, spinto dal suo  rancore e dalla sua specifica incompetenza di trovarsi in un ruolo così delicato, si è lasciato andare a esternazioni morali sulle eventuali spese "ordinarie" delle Contrade che non spettano assolutamente a chi, come lui, si mette, purtroppo, la fascia tricolore. Sì, ci sarà proprio modo di divertirsi per qualche mesetto.

Crisi economica? se n'è accorto anche izyno - Aveva detto, il 1 dicembre, agli onorandi che la crisi economica mondiale non rappresentava, per l'effettuazione del Palio in più, un problema. Prima di emettere questi belati, izyno aveva permesso l'organizzazione di una suntuosa, costosissima, megalomane cena, a cui erano stati invitati anche tutti i direttori comunali estranei al meccanismo paliesco, per ingigantire un inutile e dannoso Convegnottolo. Era la dimostrazione che Siena non era toccata dalla crisi mondiale dell'economia e che, certamente, un Palio in più non costituiva un problema per nessuno, Contrade e contradaioli compresi. Adesso anche izyno, ma solo dopo 13 NO, si è accorto che anche a Siena qualcuno pensa preoccupato alla situazione economica. E quanto affermato dalla sua voce scritta mette nel dovuto risalto che lui, izyno, non si accorge assolutamente delle problematiche sociali della città di Siena; resta distante da una realtà cittadina perché, da incapace qual'è, non si rende conto del "disastro-Siena", esploso, guarda caso, da quando occupa l'ufficio della Biccherna. E' il prezzo alto che Siena deve subire in nome della democrazia elettorale. Purtroppo.

izyno, ti senti addolorato? - Nel leggere tra le righe la dichiarazione, emessa dalla voce scritta di izyno, ci sono molte angolazioni, che saranno adeguatamente sezionate, per mettere in risalto tutta l'amarezza di chi sbandierava l'avvenuto raggiungimento del primato di quota 21 con l'ex vero Sindaco di Siena, Piccini. Si legge, sempre tra le righe, rancore e rabbia; sfida e superbia; incompetenza ed incapacità. Tutto questo richiede la formulazione di una precisa domanda diretta all'individuo: scusa izyno, non ti senti per caso un po' addolorato?

Il Purgatorio comunale - Da martedì 27 si è entrati ufficialmente nel Purgatorio Comunale. Non ci sarà, infatti, più il Palazzo di tutti i Palazzi di Siena, ma solo un luogo definito Purgatorio Comunale. Perché di purga, reale e nel senso schietto del glossario paliesco, si deve parlare, vista l'arroganza con cui izyno ed i suoi simili hanno atteso la conclusione dell'iter regolamentare. Un Palio già organizzato, prima del verdetto delle Assemblee; un NO che è rimasto nel gozzo. Un po' come avviene in alcune Contrade, che piantano il chiodo, dove appendere il drappellone appena ricevuto il cavallo in sorte. Un Purgatorio, vero e semplice.

In ritardo di qualche giorno - Torniamo all'appuntamento quotidiano con qualche giorno di ritardo, causato dal fatto che, per punizione, Giuseppino della Mucchina non ci ha fatto trovare l'elicottero per tornare dalla Grande isola a Siena, costringendoci ad un  avventuroso viaggio in nave, in mezzo ad alcune decine di coccodrilli. Niente problemi, comunque, siamo qui, più o meno puntuali come sempre. Appena tornati eccoci nuovamente tra i nostri tre quotidiani lettori, che sembrano ridotti a due. Lunedì 26, nessuno lo sa, abbiamo effettuato, prima della partenza per la Grande isola, una specie di aggiornamento in tempo reale per fornire le decisioni delle Assemblee contradaiole. Un lavoro che non è stato seguito da nessuno (contatti assolutamente zero come possiamo dimostrare) perché i due, o tre, lettori si trovavano in Assemblea. Chissà come avranno votato.

Sergio Profeti

29 gennaio 2009