Le Contrade dicono no al Palio
straordinario proposto dal Comune
A
Siena dalle assemblee dei popoli riuniti
contemporaneamente ieri sera, emergono
solo 4 adesioni (Nicchio, Civetta,
Aquila e Torre) e ben 13 contrari.
L'amministrazione comunale intendeva
solennizzare la traduzione in volgare
del Costituto senese
Le Contrade di
Siena hanno detto no alla proposta,
avanzata dal Comune, di celebrare a
settembre 2009 un Palio straordinario
per il 700° della traduzione in volgare
del Costituto senese. Forse troppo dotta
la circostanza, forse i calcoli di
stretta convenienza paliesca delle
Contrade sono andati in un'unica
direzione. Fatto sta che i popoli delle
Contrade - riuniti ieri sera nelle
proprie Assemblee tutte alla solita ora
- hanno espresso un netto dissenso
rispetto alla proposta che la giunta
comunale aveva avanzato all'organo di
rappresentanza delle Contrade - il
Magistrato - nel dicembre scorso.
Il regolamento del Palio prevede la
necessità di almeno dieci adesioni fra
le 17 storiche Contrade senesi. Ma ieri
il fronte del sì si è limitato a
Nicchio, Torre, Aquila e Civetta.
Contrarie tutte le altre. Da quandon
sono cominciate le assemblee, intorno
alle 21,30, c sono voluti pochi minuti
per la votazione in tre Contrade:
Istrice, Giraffa e Bruco. Ci sono voluti
altri venti minuti, ed ecco una
tripletta di ulteriore di contrari:
Valdimontone, Oca e Pantera. Tartuca e
Drago hanno aggiunto i loro no, mentre
intanto erano arrivati i primi si di
Aquila e Torre. Quindi, altri cinque no:
Chiocciola, Leocorno, Lupa, Onda e
Selva, inframezzati dalle adesioni di
Civetta e Nicchio. Alla fine: 13 a 4.
E' la seconda volta nella storia che le
Contrade rifiutano la possibilità di una
carriera straordinaria. Era successo
ancora nel 1990, quando le Assemblee si
opposero alla proposta di celebrare il
750° dell'Università di Siena. Oggi il
bis di fronte alla proposta di
sollenizzare con un Palio straordinario
a settembre 2009, la ricorrena
delanniversario del Costituto del Comune
di Siena, con cui il Comune di Siena
decise di tradurre in "volgare" e
scrivere in "lettera grossa", in modo
che potesse essere letto anche dalle "povare
persone e altre che non sanno
grammatica", l'insieme delle leggi che
regolano la vita pubblica della città ai
tempi del Governo dei Nove. "Siamo
convinti che la ricorrenza del 700°
anniversario del Costituto - aveva detto
il Sindaco di Siena, Maurizio Cenni -
rappresenti un momento molto importante
per la storia della nostra città". Le
Assemblee delle Contrade sono state di
un altro parere.