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Tutti i motivi seri per dire semplicemente NO Motivazione inventata - Celebrare con la dedica di un Palio ordinario la ricorrenza del "libro", che poi è un manoscritto, è il massimo che si può ottenere per un evento conosciuto solo ad una cerchia ristrettissima di storici locali. La maggior parte, di coloro che stasera sarà chiamata a votare nelle 17 Assemblee, si è fatta un'idea di cosa sia il Costituto solo perché izyno ha deciso di accoppiarne il compleanno con un Palio straordinario. Se così non fosse, il patrimonio della cultura senese sarebbe rimasto lettera morta nella totalità della cittadinanza senese. Si deve, infatti, considerare che solo dopo il 1903, anno in cui Lisini, che era Direttore dell'Archivio di Stato (quindi in una posizione facile), scoprì il manoscritto, l'evento culturale, da festeggiare, ha creato interesse in una ridotta nicchia di culturali. La popolazione di Siena, e quella delle Contrade in particolare, sente più vicina la commemorazione di Montaperti che un semplice manoscritto, pur con tutte le prerogative culturali che oggi riscuote. Certo è che leggere che, nel XIV secolo, era possibile «costregnere li vicini vendere la terra a chi volesse fare molina» ha un significato profondo, ma solo per un tipo di cultura propensa ad assimilare il vero significato di quelle regole che pochissimi leggevano, ma che si erano rese necessarie nel volgarizzare una lingua alla portata di tutti, o quasi tutti. Pur con queste credenziali, che sarebbe sciocco non riconoscere o non esaltare, correre un Palio in più, in onore del manoscritto, è un'offesa vera alla Festa e al Regolamento che ne scandisce i tempi e le modalità. La ricorrenza di un manoscritto non è, infatti, un evento assolutamente eccezionale, tanto più che non è sentito dall'attuale cultura della città e non rende partecipi gli animi dei senesi. Al contrario di Montaperti, dove tutti avremmo voluto essere presenti, con lancia e spada. Certo è che, anche la celebrazione di Montaperti, non giustifica il Palio in più il prossimo anno. Allo stato attuale non esiste una circostanza mondiale che possa intersecarsi con le "regole della Festa", scandite dall'articolo 2. Per questo, ogni motivazione che emerge sprigiona solo dalla voglia di correre una volta in più; quindi il Palio del libro-manoscritto ha una motivazione puramente inventata. Senza lilleri 'un si lallera - Il Comune di Siena, se non godesse e avesse alle spalle i cospicui interventi economici della Muccona e della Mucchina, si troverebbe, nonostante sia tra i Comuni più cari nelle tasse locali, in stato di fallimento perpetuo. A Siena qualsiasi iniziativa passa attraverso lo sponsor unico, ed indiscutibile, della famiglia delle Mucche. Il Comune di Siena, specialmente sotto la gestione di izyno, fa fatica a coprire le spese ordinarie del bilancio paliesco, dovendo attingere continuamente dai soldi stanziati dalla Mucchina per il Fallimentone. La traduzione di quanto sopra è particolarmente semplice: senza lilleri 'un si lillera. Ma se il Comune di Siena è perennemente senza liquidità, le Contrade, che ostentano ricchezza, sono praticamente sul lastrico. I notevoli investimenti per l'acquisto di fondi, per la realizzazione di nuove sedi, per far fronte all'ingente capitale necessario per correre il Palio, per vincere il Palio, per far perdere la Contrada rivale, hanno creato quell'effetto domino che ha mandato a gambe all'aria l'economia americana. Si accendono mutui con la Muccona per cancellare il precedente, o i precedenti mutui; con le dirigenze di Contrade attive solo ad immortalare il proprio nome, anziché analizzare seriamente quali effetti produce la singolare regola che senza lilleri 'un si lallera, la cui traduzione suona così: chi non ha soldi non abbia voglie. Ma in Italia si sa: i soldi non sono un problema. Parola di Silviettuccio. Crisi economica che deve far riflettere - La crisi economica del 2009, e sicuramente anche quella del 2010, deve far riflettere le generazioni che questa sera saranno chiamate a votare per un "no, o per un "sì". Siena può ancora, ma per pochissimo tempo, considerarsi ancora una città ai margini della crisi mondiale, in considerazione del fatto che la mancanza di una popolazione che lavora nelle fabbriche fa assumere alla città una configurazione dorata. In città abbondano i pensionati della Muccona, i dipendenti della Muccona, i dipendenti di altri quattro enormi contenitori di stipendi senza cassa integrazione. Ma la crisi c'è, esiste e già nell'estate 2008 ha fatto capolino nelle Contrade. La maturità, di chi ha ben presente che il passo più lungo della propria gamba non può produrre che conseguenze negative, deve tener nella dovuta considerazione che il Palio, a Siena, non può essere una componente estranea alle bollette mensili che devono essere saldate. C'è, poi, da considerare il rapporto della "popolarità" della partecipazione contradaiola e, per non riproporre le differenze della società, la crisi economica deve essere fatta capire e valutata questa sera con estrema e seria attenzione. Non si può pensare che il pagamento del Palio vinto, o della stessa partecipazione, rappresenti un problema degli "altri". Non si può sostenere che la "propria libidine" venga ad appesantire un bilancio interno di notevole portata. Lo Stato italiano fa presto a rientrare dai debiti: aumenta le tasse e taglia i servizi. Qual'è l'arma in mano alle Contrade se non quello del mutuo? Come si comporteranno gli onorandi - Ed è proprio su quest'ultimo argomento che l'impostazione degli onorandi, questa sera, deve rispondere seriamente alle problematiche che assillano Contrade e famiglie di contradaioli. Evitare l'argomento economico non solo è sintomo di non conoscenza delle questioni analizzate, ma dimostra chiaramente una superficialità che richiama, appunto, il ricorso alla presenza della Muccona. In questo momento storico della società, non è ammissibile pensare, o giustificare, la spiritosa coreografia del motto: si spende anche il deficit. Un amministratore, come lo è un onorando, non può certamente scivolare in queste situazioni che oggi, oltre al sorriso, richiamano configurazioni patetiche. Una mentalità contradaiola che è assolutamente da combattere - Si corre il Palio in dieci e questo significa che, le sette che stanno al piano superiore delle trifore, non potranno mai vincere. Se non corri non vinci; un equilibrio paliesco semplice che anche izyno riesce a comprendere, pur non avendo assolutamente dimestichezza con questo mondo. Non importa quale sia il motivo per cui si vota per effettuare un Palio in più; basta che si voti e che si corra. Correre per vincere, senza però rendersi conto che, prima di vincere, bisogna essere estratti, avere un cavallo che richiami l'attenzione dell'Atzeni, ottenere un posto favorevole alla mossa e così via. Insomma, il ritornello che rimbomba in occasione dei quattro giorni dei Palii ... ordinari. L'esame interno che ognuno fa, prima del voto, è abbastanza semplice: voto in considerazione degli equilibri, non per la motivazione. Di conseguenza ci troviamo sempre a stilare gli elenchi dei no e dei sì, solo in considerazione del fatto che la rivale non vince, oppure che è la propria Contrada a non vincere. Una mentalità assolutamente da controbattere, poiché rende il conteggio dei no e dei sì solo ancorato ad evidenti motivazioni personalistiche. Una mentalità che non ci piace assolutamente, sia che il Palio del manoscritto venga bocciato, oppure approvato. Occasione dorata per i quattrogiornisti - In ogni occasione di voto per il Palio in più, i quattrogiornisti sguazzano per la possibilità di essere di nuovo in Piazza. Certamente a loro non interessano i costi esorbitanti dell'Ente Contrada, perché, tanto, a pagare è la Contrada e le problematiche economiche riguardano altre componenti interne. Non interessa nemmeno il rapporto delle occasioni pro o contro l'avversaria, perché all'orizzonte ci sono i cenini, le sbornie, i cazzotti. E poi non dimentichiamo l'occasione in più per la flanellata, il canto, il rutto, il bercio; sì, votare sì è proprio facile. Fin troppo. Strapotere economico dei fantini - Basterebbe riproporre, in parte, le voci di scandalo, che si alzano al termine di ogni Palio nei confronti dello strapotere dei fantini, e delle considerazioni economiche che ne derivano, per avere il quadro esatto di quanta effervescenza esista nella popolazione contradaiola. Un giorno ci si scaglia contro i consistenti guadagni ottenuti dai fantini; si proclamano campagne per ridimensionare il potere decisionale degli stessi su tutte le prospettive tecniche del Palio. E poi? Poi si pensa tranquillamente, dimenticando le considerazioni del recente passato, all'effettuazione di un Palio in più, nel quale le Contrade presteranno sempre i giubbetti ai fantini, non conteranno assolutamente nulla nelle decisioni di scelta dei cavalli, si affideranno alle intuizioni economiche di Capitanbruschelli. Il Palio in più, anziché ridimensionare il pianeta dei fantini, lo porterà ancora più in alto. Se il PIL calerà ancora del 2% nel 2009, il PIV (il Prodotto Interno di Vagliano) e zone limitrofe salirà vertiginosamente come non mai. Il record di izyno - L'ex-vero Sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, ha organizzato 21 Palii nella sua gestione amministrativa ed indossa la maglia rosa, anzi gialla. izyno toccherà il 16 agosto 2010 quota 20 e questo è l'aspetto disastroso della democrazia. Per arrivare a 21 ed indossare, lui sì, la maglia rosa, ha bisogno di un Palio in più. Il potere della città è con lui; i mass media locali, pronti ad incrementare vendite e messaggi pubblicitari, sono con lui. Stasera vedremo quali Contrade, e onorandi, saranno con lui. Sergio Profeti 26 gennaio 2009
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