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I contradaioli con l'anello al naso?

La speculazione, che esiste ogni volta che si inventano ricorrenze da festeggiare per correre un Palio in più, fonda le sue radici nella considerazione che il fronte dei poteri locali ha sui contradaioli in genere, siano essi quattrogiornisti o meno. Si specula sul sentimento, e si fa forza sulla buona fede di chi opera e agisce sempre con i colori del proprio rione in risalto, in massimo risalto, perché le considerazioni sulla "base contradaiola" risultano orientate solo all'ottenimento del fine prefissato: l'effettuazione del Palio in più. Si ha la sensazione che proporre, con motivazioni erudite decisamente costruite, Palii in più abbia come fine un diversivo tipico dei periodi del "panem et circenses", per cui è necessario abbindolare la massa contradaiola facendo sperare, ma soprattutto votare, che correre il Palio in più significhi, letteralmente, vittoria. Contradaioli con l'anello al naso, comunque, era più facile incontrarli attorno agli anni '60, allorché le motivazioni turistiche erano sempre un mezzo trainante per consentirne l'effettuazione, grazie ad una mentalità troppo vicina ancora alle situazioni belliche. Oggi i contradaioli questo anello al naso non ce l'hanno più, grazie soprattutto ad un cambio generazionale che sta mettendo in grave difficoltà l'inera struttura contradaiola, prima, e paliesca, dopo. Levarsi dal naso l'anello significa anche fronteggiare, come ultima spiaggia, quel potere oscuro sulla città che ne determina le scelte e ne condiziona il modo di vivere.

26 gennaio 2009