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Filtrante pretesto erudito

Il Palio in più dedicato al libro-manoscritto rappresenta un erudito pretesto per la sua effettuazione. Insomma ci si vuole nascondere nel compleanno, di significato culturale e archivistico molto rilevante, qual'è il Costituto del 1309 (Siena fu la prima ad usare il volgare, mandando in pensione anticipata il latino), un evento che va ad intaccare non solo la normativa precisa della Festa, ma che vuole far cadere nell'approssimazione tutta l'infinta preparazione di una corsa che, unica, ha precise ed indissolubili cadenze e che derivano dal continuo e progressivo scorrere dei secoli. Non si può pensare di correre una volta in più solo perché c'è un libro-manoscritto da festeggiare. Non ha motivo di esistere proprio per quel senso di rispetto che tutti dobbiamo avere con le regole di una Festa unica. Una Festa che trae ninfa vitale, per la sua quotidiana esistenza, da ben altre angolazioni lontane da quello strisciante occasionalismo con cui si vuole mascherare un evento per "eccezionale" e che di "eccezionale", nel 2009, non ha assolutamente nulla. Casomai era eccezionale quando, nel 1903, il Costituto fu scoperto e portato alla luce. Oggi la sua funzione è solo quella di una divulgazione erudita, fine a se stessa e che non incastra assolutamente nulla con la vita del quotidiano. Se Montaperti riesce ancora, e per fortuna, a risvegliare fierezza in chi ha avuto la fortuna di nascere sulle lastre, il libro-manoscritto non produce le stesse, inevitabili, emozioni interne. Eppure sia Montaperti che il libro-manoscritto rappresentano la storia della città, ma è solo Montaperti che, nel suo miracoloso fascino, produce forti sensazioni. Sensazioni che gli eruditi del libro-manoscritto non potranno mai capire; come chi, stasera si troverà in Assemblea, non potrà mai capire quella freschezza e quell'emozione che gli attuali eruditi scoprono ogni volta che scorrono le pagine di quel primo Costituto scritto in volgare e comprensibile da tutti. Emozioni diverse che, però, non possono incontrarsi mai; perché nascono da storie di culture quotidiane completamente opposte. Lasciamole separate, per favore.

26 gennaio 2009