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Correre una volta in più per vincere? C'è petrolio a Mociano? si fa un Palio straordinario. C'è l'inaugurazione alle Nuove Fornaci? si fa un Palio straordinario. Capitanbruschelli torna a vincere il Palio di Siena? si fa un Palio straordinario. Fra Masymetto starnutisce di continuo? Non si fa proprio nulla. Ogni occasione, di qualunque natura sia, è valida per effettuare un Palio straordinario. Dal Congresso degli scienziati, presenti a Perugia, del 1967; ai Santi di Siena; ai mondiali del 1982; a Cristoforo Colombo; all'Università con i suoi 750 anni; al libro-manoscritto che nessuno, a Siena e nel mondo, ha mai letto per intero. Basta starnutire, eccetto quelli di Fra Masymetto, che la città viene strumentalizzata dal potere locale, o dal potere di pochi eletti, per effettuare il Palio in più. Ogni volta che capita, o si fa capitare, l'occasione ci si trova davanti ad una vera e propria strumentalizzazione che, con il passare degli anni, si trasforma sempre più come dicevano gli ondaioli del 1982, in una speculazione «sulla sincera passione dei senesi e sulla sete di Palio di molti contradaioli, per scopi di evidente opportunismo personale». C'è un concetto base, che determina questa speculazione: se non corri non vinci. Ma si tratta di un concetto che non tiene conto, in occasione del Palio in più, di ben altri aspetti che l'opportunismo personale non analizza. Prima di tutto si corre in dieci e non in diciassette; questo vuol dire che non esiste assolutamente la certezza di correre, quindi di poter vincere. Non si può, di conseguenza, basare il proprio "sì" al Palio in più solo pensando alla vittoria, prima si deve uscire. Si sostiene, anche e soprattutto, che più si corre e più aumentano le possibilità di vittoria. C'è da chiedersi, caso mai, il motivo per cui alcune Contrade non riescano a vincere i Palii che corrono di diritto e devono, poi, sperare di vincere quelli straordinari, quando ancora non sanno se andranno al canape. Alla base di tutto c'è la mentalità, effervescente e quattrogiornista, che manovra la voglia di correre una volta in più e che deve essere modificata radicalmente, attraverso una correzione del Regolamento del Palio. Se è vero che ogni 6-8 anni un Palio in più ci sta bene, basta inserirlo nel Regolamento ed il gioco è fatto. Così facendo non ci saranno più voti incrociati nei confronti dell'avversaria; non ci saranno più polemiche sulla dedica, sempre inventata; né si sprecherà tempo, chiacchiere e quant'altro. Si fa; punto e basta. E se starnutisce Fra Masymetto? Gli si dedica il Palio in più; che diamine. La numerosa Redazione di Sunto 22 gennaio 2009
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