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Non esiste un motivo valido per giustificare il Palio del libro-manoscritto Lunedì prossimo è il «Giorno-G», allorché i 17 popoli in Assemblea stabiliranno se è giusto correre un terzo Palio nel 2009, ignorando tutta una serie di motivazioni che, se analizzate con la giusta e serena tranquillità, dovrebbero far maturare ben 17 NO. Non esiste, infatti, alcun tipo di motivazione seria e concreta perché si possa giustificare l'effettuazione di un Palio, la cui complessa organizzazione non è stata minimamente analizzata da izyno e dal direttore Poc. C'è la Banca d'Italia che prevede un calo del 2% del PIL per il 2009, ma, per la cronaca, è anche altrettanto vero che c'è Ritaanna pronta a sbandierare che il PIV, invece, aumenta del 38%. Cos'è il PIV? Il Prodotto Interno di Vagliano. Al termine di ogni annata paliesca, i popoli delle Contrade, che non hanno vinto, si inferociscono nei confronti dei fantini e sui loro esorbitanti ingaggi-stipendi, arrivano ad inventarsi regole nuove per la partecipazione paliesca. Lunedì, questi stessi critici alzeranno la mano, forse per far svolgere un terzo Palio che vedrà dieci fantini al canape. L'Onda sta per sputtanare tutta la sua credibilità della cultura contradaiola, e non solo, perché, non vincendo da 14 anni, ma correndo due volte, può offrire alla Torre, che non corre mai nel 2009, un'ulteriore occasione per uscire, correre e, forse, vincere. Che poi l'Onda e la Torre non vincano i Palii straordinari è solo un rilievo statistico. E questa sputtanata ondaiola, che farà senza dubbio storia, dimostra in modo chiaro, ed inequivocabile, che non esiste alcun tipo di motivazione credibile per poter effettuare il Palio in più. Esiste, purtroppo, solo ed esclusivamente quel tipo di calcolo, particolarmente cretino, che misura le ere generazionali solo in contrapposizione con il concetto, vero ed indiscutibile, secondo il quale se non corri non puoi vincere. Ma da qui a pensare, e sostenere, che tutte le problematiche di vittoria, o eventuale che sia, passino attraverso la speranza di un'estrazione in più è un modo, come un altro, di dimostrare in-cultura paliesca. A Siena nessuno, tra quelli che andranno a votare lunedì prossimo, ha letto il Constituto nei due volumi recentemente stampati dalla Mucchina, sotto la presidenza di Giuseppino. E' allora un motivo, quello del libro-manoscritto, sentito per il popolo contradaiolo come lo è l'anniversario di Montaperti? Lunedì, nel «Giorno-G», si confronterà quanta ipocrisia generazionale Siena ancora può esprimere. Così, semplicemente. Sergio Profeti 19 gennaio 2009 |