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La carriera del dirigente secolo XXI: dall'apri-cancello al Capitano Nasce, grazie alla lettera di Massimo Pedani, un nuovo incarico dirigenziale: l'apri-cancello. Quel personaggio cioè che le varie dirigenze di Contrada, per non sentirlo o averlo tra i piedi, accontentano con un incarico che lo rende orgoglioso e fiero di se stesso. Un incarico di quella filosofia quattrogiornista che, da almeno 35 anni, si è insediata nelle Contrade, producendo, purtroppo, dirigenti e masse dirigenziali. L'apri-cancello, se nasce da esigenze interne per accontentare i cosiddetti segretari di capo-popolo, può rappresentare un pericolo futuro, o, quanto meno, uno stimolo da quattrogiornista per inserirsi ai vertici della Contrada. Come detto, l'incarico contribuisce a rendere orgoglioso l'aspirante, in un incarico in cui, per prima cosa, si ompara ad essere ossequiosi (o leccaioli) con le figure di potere locale. Se l'incarico viene svolto da un personaggio svelto e sveglio, o quantomeno attento, ci si trova davanti ad un potenziale Capitano, in quanto, durante l'incarico di apri-cancello, i quattrogiornisti lo individuano come un punto di riferimento preciso, puntuale e meticoloso. Ne deriva, di conseguenza, una visibilità sostanziale che potrebbe produrre, nell'immediato futuro, un pacchetto consistente di voti alla prima occasione utile. L'apri-cancello è un incarico giovane e che va ancora studiato nella sua dinamica "culturale", ma è certo un posizionamento sociale interno che può dare notevoli frutti, se svolto con diligenza e con cura. Importante, comunque, sarà non trasmettere i segreti del mestiere. Si rischia di essere buciati nella corsa a diventare Capitano. 19 gennaio 2009 |