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Non sono tempi maturi per seguire il bercio

Dieci giorni: il conto alla rovescia scandisce giornalmente l'attesa per sapere se quest'anno calpesteremo per tre volte il tufo in Piazza, oppure se, consapevoli tutti del periodo disastroso che la società mondiale sta attraversando, il libro-manoscritto sarà rispedito al mittente. Lunedì 26 le 17 Contrade dovranno dire, prima di tutto a se stesse, se vale ancora la regola del bercio, dell'esibizionismo, quello patetico e quello con le lacrime agli occhi, del pressappochismo, della contrapposizione con le vittorie dell'avversaria. Lunedì 26 dovrà essere esaminato, con quella serietà che si richiede, in particolar modo agli onorandi, se sia ancora valido il concetto di pagare i mutui con i mutui, nella spirale debitoria che assilla il mondo del Palio. E lo dovranno fare, questo esame interno, specialmente i giovani, chiamati a quel senso di responsabilità con cui, una volta per tutte, si deve capire che la vita familiare non è rivolta principalmente al posto in palco, al cenino, al merendino, alla Cena pre-Palio, bensì a fronteggiare ben altre necessità ed emergenze. E i giovani devono capire, soprattutto, che non esiste più, nella società mondiale, il concetto di avere la botte piena e la serva ubriaca. Oggi non esiste più la serva ubriaca e la botte piena; una è sobria, l'altra è vuota. Anche se Siena resta, per la sua concentrazione di pensionati benestanti del Babbone, ma ancora per qualche manciata di mesi, ai margini della mamma di tutte le crisi economiche, è pur sempre evidente lo stato economico-comatoso di un Comune di Siena che, per pagare i professionisti delle Fornaci, è costretto a saccheggiare i fondi attivi destinati all'abbattimento della barriere architettoniche, socialmente nettamente più utili che mettere una terza volta la terra in Piazza. izyno ed i suoi cicini, Fra Masymetto compreso anche se assente, queste problematiche non le hanno capite; dovranno essere giovani ed onorandi a far capire che, con il Palio del libro-manoscritto, si compie il passo più lungo della propria gamba. Non sono proprio i tempi per seguire il bercio e quella speranza di attaccare il terzo cencio prima ancora di essere estratti. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

16 gennaio 2009