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I senesoni doc

Gent.mo Sig.  Sala,
 
la sua lettera mi ha ancora una volta confermato quello che io, ma credo anche Sunto e la sua  numerosa redazione condividano, che i comportamenti da  “quattrogiornisti” o da “contradaioli” non derivano solo dalla nascita a Siena, ma anche dal cuore, dal sentimento e dal rispetto per la Festa e la Città. E le assicuro che dimostra molta più senesità Lei, con la sua lettera, di tanti “senesoni” tutto bercio e esibizionismo, sempre pronti alla foto in prima fila e alla telecamera amica, gomiti pronti per conquistare il culo del cavallo bbbono o considerato tale ( bicipiti luccicanti e camicia aperta obbligatori) anche se si ha paura della perfida coppiola,  sguardo corrucciato ( che fa tanto dirigente !) e torvo durante i quattro giorni ( che fa tanto sofferenza interiore), massima aspirazione la possibilità di entrare nel recinto intorno alla stalla nel  momento di maggiore visibilità ( 5 minuti dopo l’arrivo del cavallo) con qualche incarico collaterale – guardafantino ( da 1 a 5) il top, con muscolo esibito e sguardo tipo, - voi non sapete quello che so io e non vi posso dire – ma anche apri-cancello non è male come visibilità!!. Una visione della Festa da ultras, con le cene di contrada sempre più simile a quelle dei club bianconeri o biancoverdi ( Zeddino, Maccarone e T-Mac tre uomini, un solo cuore), applausi al cavallo bono come agli sposalizi ( e ai funerali), fischi perché l’arbitro…pardon il mossiere, ritarda la mossa ( si ghiaccia la cena?), cena della prova generale a prezzi esorbitanti, cosicche’ metà posti sono per gli ospiti graditi ( e pagati dalla Muccona e Mucchina) e tanti contradaioli anziani e meno fortunati a guardare gli altri mangiare dalle cancellate, la stessa cena fatta anche se non si corre, contrade con ottomila persone dietro al cavallo ( e contrade in lista di attesa al Chiasso Largo per entrare), territori delle contrade ormai come la striscia di Gaza, chiusi da cancelli, fili, transenne, sbarre, dalla settimana precedente alla tratta fino a tutto agosto,  impedendo addirittura il passaggio pedonale anche nei vicoli dove non c’e’ niente e che ormai servono solo agli ubriachi per pisciare. Non si preoccupi Sig. Sala, non è Lei il quattrogiornista e se ci fosse da discutere in futuro sulla Festa, sul destino di questa città ormai senza anima, che ha resistito per secoli non solo alle occupazioni fisiche ma anche a quelle culturali dei vincitori e che in pochi anni ha venduto anima e corpo al più forte dei nemici, il vil denaro e lo pseudo potere, lo farei più volentieri con Lei che con molti senesoni “doc”. 

Massimo Pedani