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Da Chico a Caernarfon: una realtà che non accetteremo mai

Dopo l'esempio di Chico, in California, ecco quello di Caernarfon, nel Galles del nord. Sono realtà frutto dell'incredibile penetrazione della Rai e che rappresentano un motivo in più per mandarla via da Siena, anche se ormai è troppo tardi. E' troppo tardi proprio perché in realtà distanti anni luce, come lo sono, appunto, Chico e Caernarfon, si tende ad emulare qualcosa di definito e radicato come il Palio di Siena. I tentativi di plagio a cui periodicamente il Palio è stato sottoposto non possono essere né bloccati, né fermati, in considerazione del fatto che la presenza sul tufo della Rai rende così tutto evanescente, semplice e scontato. Ma trovarsi davanti due tentativi, come lo sono quelli di Chico e Caernarfon, fa chiaramente intendere che ci troviamo al cospetto di un serio problema che tende a rendere il Palio così evanescente, semplice e scontato. Davanti a questa formula, proprio perché siamo convinti dei mali e danni che provoca la Rai sul tufo, non ci sentiamo di adeguarci ad una realtà che, purtroppo, è una realtà. Rimedi esistono solo con soluzioni drastiche, per dimostrare che la situazione non è assolutamente sfuggita dal controllo; ma si tratta sempre di rimedi che hanno una valenza abbastanza folkloristica visto che è praticamente impossibile la loro realizzazione. Certo è che tornare a far capire il linguaggio del Palio, delle Contrade e, soprattutto, di Siena è un'impresa più percorribile, sempre che si abbia la consapevolezza dei pericoli che questi scopiazzamenti  producono a Siena, più che al Palio. Togliere di mezzo la Rai, e qualsiasi altra "espressione televisiva" sarebbe il mezzo migliore per l'inizio, anche se il Centro Commerciale, con i soldi della Rai, rattoppa i consistenti debiti economici.

16 gennaio 2009