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Le ultime due settimane di riflessione Iniziano oggi le ultimi due settimane di riflessioni sull'inutilità di effettuare, nel 2009 ed in piena crisi economica mondiale, un Palio in più solo per far felici i componenti del potere locale (quello che si vede e quello che non si vede). Per di più con una giustificazione che è frutto dell'assoluta impreparazione amministrazione di izyno: la ricorrenza di un manoscritto, che non è neppure un libro. Due settimane attraverso le quali i vecchiotti delle Contrade, ma specialmente i giovani, dovranno dimostrare a se stessi, e all'intera città, che l'attrazione di un Palio in più non simboleggia altro che fumo e che le questioni contradaiole sono molto più importanti che vedere la terra in Piazza. Se è vero che il Palio non potrebbe corrersi senza le Contrade, è giunto il momento di dimostrare a tutti coloro che abitano a Siena, e guardano a Siena, che il Palio non è tutto per le Contrade. Ci sono ben altri problemi, interni e soprattutto esterni, di confronto e di continuo aggiornamento che producono motivazioni ben più concrete che non siamo quelle di prendere una sbornia in più, o di una flanellata non in programma. Se è vero che la vita delle Contrade non dipende esclusivamente dalla presenza del tufo in Piazza, ci troviamo davanti ad una svolta attraverso la quale dire semplicemente no sarà un segnale che solo chi abita la vita rionale potrà recepire. Non è un discorso razzista nei confronti dei quattrogiornisti; piuttosto è l'ennesima dimostrazione che il Palio appartiene solo ai senesi, quattrogiornisti esclusi naturalmente. 12 gennaio 2009 |