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Nessuna ricorrenza può giustificare il Palio in più Il no, con il quale otto, se non nove o dieci, Contrade stabiliranno lunedì 26 l'ennesima sputtanata paliesca di izyno e della sua corte, rappresenta anche un no a quel tipo di mentalità tipica della città che si confronta quotidianamente con l'ipocrisia regnante a Siena. Non si pensa, infatti, mai alla motivazione, ma si esamina solo quel tipo di confronto paliesco con l'altra "sponda", per cui ogni pretesto è giustificato con la voglia matta di correre un Palio in più nella propria esistenza terrena. Il concetto di dire sì, giustificandolo con la possibile vittoria, rappresenta quanto più di strampalato esista in fasi del genere perché non si tiene conto della casualità che è collegata alla speranza. Certo non riuscire a vincere i Palii ordinari e sperare nell'estrazione di un terzo Palio è quanto di più irreale esista a Siena. Ma l'ipocrisia, che detta comportamenti e regole non scritte a Siena, è tale che tutti vogliono correre, ogni 7-8 anni, un Palio in più, ma nessuno pensa di codificare questa "necessità" all'interno delle "regole scritte". Le ricorrenze storiche sono delle vere e proprie barzellette, attraverso le quali si cerca di ingannare se stessi nel giustificare la possibilità di correre un Palio in più. Nascondere la "voglia matta" con un centenario è quanto di più ipocrita possa maturare a Siena. Nel caso specifico, il libro-manoscritto va oltre ogni immaginazione perché interseca non solo il volere del potere locale, compreso quello commerciale, ma anche la vera ipocrisia che domina la vicenda. Se non fosse stato per alcuni "addetti ai lavori", e professori del settore archivistico locale, nessuno era a conoscenza dell'esistenza di un manoscritto, trascritto per ben 12 mesi, e che, contrariamente alle barzellette raccontate ufficialmente dal signor izyno, nessuno, nel XIV secolo, consultava, se non gli "addetti ai lavori" molti dei quali analfabeti. Non si può pensare di effettuare e codificare la ricorrenza di un libro-manoscritto solo perché l'ipocrisia della città vuole, ogni 7-8 anni, un Palio in più. Sarebbe un'ulteriore violenza all'articolo 2 del Regolamento del Palio, un articolo che il potere, e la megalomania personale travestita da istituzione, ha costantemente e continuamente sopraffatto. 7 gennaio 2009 |