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Si concluderà tutto l'8 giugno

8 giugno 2009: è la data fissata dal Giudice Ugo Bellini per un'udienza civile, destinata a rimanere unica e storica allo stesso tempo. Il diritto di voto delle donne dell'Oca, per eleggere i dirigenti di Fontebranda e non solo, passa da questa data e dalla successiva sentenza che non dovrebbe che giungere nell'autunno 2009. Ieri mattina la prima tappa, il prologo a quella che sarà una data-simbolo, che le copiose pagine di storia del rione dovranno scandire con estrema attenzione alle future generazioni. Non solo di Fontebranda e per Fontebranda, ma dell'intera popolazione contradaiola della  città. E' stata un'udienza, quella di ieri, abbastanza particolare per l'attenzione che ha creato tra i presenti; moltissime le donne di Fontebranda in veste di "attrici" della causa, al seguito di un professor Comporti che ha nuovamente fatto sfoggio di una cultura e preparazione non tanto professionale, quanto superba. E' stato senz'altro merito del Giudice Bellini, il cui tono ha richiesto la massima attenzione dei presenti, se è stato possibile seguire minuziosamente l'evolversi di queste prime guerriglie giudiziarie, che troveranno l'apice, appunto, l'8 giugno prossimo. Comporti, comunque, dovrà confrontarsi con un agguerrito duo Bellavista-Garzia che ha avanzato una serie di eccezioni, tra cui un conflitto di giurisdizione ricalcando un po' le sentenze del recente passato del TAR. Ma sono proprio queste sentenze, che Comporti conosce benissimo essendo stato il primo avvocato del Comune di Siena, a fianco di Borsi, a presentarsi al TAR contro Aceto, a far pensare, al cronista, che gli effetti giurisdizionali non esistano. E', infatti, evidente che tutte le sentenze del TAR riguardano solo ed esclusivamente il rapporto disciplinare tra le sanzioni comminate dall'Ente locale (cioè dal Comune di Siena) nei confronti di Contrade e fantini; concetti che al cronista appaiono distanti anni luce dalla realtà ocaiola. Anche la sentenza del 1989 dell'Onda, che ricalca quella successiva nei confronti di Silvaninocaro, in cui il TAR si chiamava fuori dai contenziosi disciplinari, ha ribadito altresì che il Comune di Siena doveva svolgere il ruolo attribuito agli Enti locali per tutti gli altri aspetti organizzativi della Festa. Concetti che non rientrano, secondo la visione del cronista, nella realtà attuale dell'Oca. E' probabile che le migliori carte di Bellavista e Garzia, che difendono la "tradizione di Fontebranda" contro la possibilità del voto alle donne, si trovino proprio nelle pieghe delle numerose eccezioni avanzate, ma si tratta di argomenti che vanno ad urtare contro una realtà, come quella che le donne dell'Oca, al pari degli uomini, pagano il protettorato come previsto dallo Statuto, che Comporti ha saputo convogliare all'interno della Costituzione italiana. Certo è che il crescere delle parti interessate (Comporti ha presentato una lista di 20 uomini a favore del voto alle donne; mentre gli avvocati Fabbiani di Siena e Gabrielli di Trieste rappresentano oltre 100 donne che si dichiarano contrarie a votare) sta caratterizzando notevolmente queste fasi, cadenzate dai tempi previsti dal codice civile; ma è altrettanto certo che il clima non sembra assolutamente rasserenarsi. Tutt'altro. La dimostrazione l'abbiamo avuta ieri mattina allorché Comporti ha scandito con fermezza: «Nessuno ha mai proposto un arbitrato; per 5 anni si è assistito solo alla politica del rinvio». Dall'altra parte Bellavista ha teso a sottolineare come l'arbitrato sia stato proposto, ma non poteva iniziare vista la causa e l'azione legale in corso. Insomma, anche su un particolare del genere è sembrato che le due sponde della Contrada, pur con lo stesso fazzoletto al collo e con l'identico inno da cantare, si trovino su posizioni completamente opposte e senza alcun legame di confronto. Forse non si doveva giungere a varcare la soglia del Tribunale di Siena; forse, con maggiore intelligenza da parte delle due opposte concezioni di "tradizione dell'Oca", si sarebbe risparmiato un periodo sociale particolarmente teso; forse, ormai, è già troppo tardi per riprendere in mano le redini del cavallo. Peccato. La storia della cultura dell'Oca non meritava che si oltrepassasse quella soglia.

Sergio Profeti

16 dicembre 2008