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Praticamente impossibile arrivare a dieci

Quando si pensa al "Palio in più" non si guarda mai né le norme del Regolamento del Palio, né se, effettivamente, si tratti o meno di un evento eccezionale. Si guarda solo ed esclusivamente il rapporto con gli anni dell'ultima vittoria della rivale e, di conseguenza, si tirano le somme. I sì ed i no vengono strumentalizzati dai 17 rioni solo in considerazione dell'opportunità di dare ai rivali l'occasione di poter correre e, di conseguenza, la platealità delle motivazioni del 2009, addirittura per un libro che poi è un manoscritto in un'unica copia e non certamente letto dalla popolazione della comunità senese, vanno ad arricchire la strumentalizzazione che ogni volta si registra per effettuare il Palio in più. L'unica votazione delle 15 Contrade (e non 17), libera da pregiudizi palieschi si è avuta nel 1990 per dire No all'Università di Siena; per il resto solo calcoli e pressioni psicologiche e politiche subite dai massimi responsabili. Per il 2009, oltre agli "equilibri palieschi" subentra la gravissima crisi economica che nel 2008 ha toccato l'apice e che deve fare riflettere specialmente gli onorandi interessati, che, forse, si sono resi conto che i debiti non si cancellano con mutui e, quindi, con altri debiti. Se per correre un Palio occorrono tra i 300 e i 400 milioni, senza vincere, c'è da capire il motivo per cui la megolamane iniziativa del signor izyno sia destinata ad un clamoroso archiviamento. Analizziamo, alla vigilia della riunione degli onorandi, il quadro che si presenta per la battaglia dei sì e dei no. Le quattro Contrade che corrono di diritto (Chiocciola, Civetta, Lupa e Onda) non hanno nella motivazione del correre un Palio in più gli spunti necessari per dire di sì. In considerazione, soprattutto, della situazione economica a cui accennavamo in precedenza. Tra le quattro, poi, c'è l'Onda, una delle pochissime Contrade che può vantarsi di aver sempre combattuto contro l'effettuazione di "Palii facili", senza alcuna motivazione seria e non certamente per dare alla Torre l'occasione in più. Un'altra Contrada storica contro i NO ai Palii in più è l'Oca, che corre una volta di diritto, per cui il conteggio sale a ben 5. Una Contrada, anche lei storicamente contraria agli straordinari, è il Valdimontone, ma le ondate giovanile, in considerazione del fatto che la Contrada non corre mai nel 2009 e che non vince dal 1990, agiranno in modo da cancellare un'identità storicamente ben consolidata. Ma se il Montone si sputtanerà a favore del sì, ecco che il Nicchio, proprio in considerazione delle valutazioni opposte alla Contrada rivale, opterà per il NO. E siamo così a 6. Le due Contrade che mancano per arrivare ad otto No, e far saltare così la proposta del signor izyno, vanno ricercate su un larghissimo panorama: Bruco, Pantera, Tartuca, Istrice, Leocorno e, forse, Drago e Giraffa. Un quadro, questo, che avrebbe dovuto far riflettere in modo abbastanza serio il signor izyno, il quale, evidentemente non si è reso conto né di avere senza soldi e liquidità nel bilancio comunale, né di andare incontro alla sua ennesima sputtanata da collezionare. Così, semplicemente.

La numerosa Redazione di Sunto

15 dicembre 2008