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Ripensare ad una nuova figura giuridica che subentri a quella del Capitano

Ancora il mondo contradaiolo non se ne deve essere accorto, ma la figura del Capitano, considerata tale da qualche secolo, sta correndo seri pericoli giuridici, che vanno al di là della semplice volontà di ricoprire l'incarico anche con una manciata di voti. Quello che sta capitando ad Aurora Misciattelli, ma nel recente passato i segnali dell'attenzione della Procura di Siena si erano già manifestati nel 2004 con l'audizione di Bazzani e Arezzini, è veramente un pericolo per tutti i meccanismi della Festa. Se accanto a questo processo ci si inseriscono quelli probabili in caso di incidente equino (e questo perché il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito italiano, pur con un bagaglio di vera incompetenza, scaricherà sulle Contrade, quindi sul Capitano, eventuali situazioni equine negative), si ha perfettamente un quadro abbastanza delicato ed altrettanto abbastanza preoccupante. Ecco, allora, che si rende necessario uno studio giuridico approfondito per modificare, all'interno dei 17 Statuti e del Regolamento del Palio, questa figura che sembra abbandonata a se stessa, e con tutte le problematiche inerenti da una prospettiva giudiziaria. Riscrivere quali sono compiti e limiti della figura del Capitano, uguali per tutte e 17, significherebbe anticipare conseguenze negative, anche perché, come sta recentemente dimostrando il cado di Misciattelli, ognuno è orientato solo a zappare il proprio orticello.

10 dicembre 2008