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La ricorrenza annuale non è un evento straordinario Non può esistere, nella maniera più assoluta, quel legame che interseca, a norma del Regolamento del Palio, l'evento straordinario con la ricorrenza dell'anniversario. La smania di protagonismo, che in tutte le generazioni del dopo-guerra, ha caratterizzato le motivazioni sullo straordinario va a vanificare l'articolato regolamentare, e questo perché si è sempre voluto forzare per poter correre, ogni 7-8 anni il Palio in più. Questa volta non ci saranno pericoli di "terzo Palio", in quanto l'iniziativa amministrativa non riuscirà a trovare dieci Contrade favorevoli, ma ricorrere, ancora una volta, ad un evento annuale o centenario significa un ulteriore ceffone a quel perfetto mosaico di regole che è il Regolamento del Palio. A parte che si tratta di un libro che il popolo della città non conosceva nel momento stesso della sua "emissione", visto il tasso di analfabetismo che esisteva nel periodo, ciò che è sconvolgente è il fatto che si voglia forzare oltre ogni limite la cosiddetta "ingenuità" dei giovani che intravedono nel "Palio in più" l'ennesima occasione per voltare le spalle, e far finta di nulla, alla gravissima situazione economica sociale e delle Contrade in particolare. Nella storia del Palio ci sono stati solo due occasioni in perfetta armonia con le norme del Regolamento: 1945, con il Palio della Pace (pur con un travaglio organizzativo di non indifferente portata) e 1969, con il Palio della conquista della Luna. Il resto è solo servito per aumentare le pagine della storia del Palio, senza alcun ritegno.10 dicembre 2008 |