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Da Titi all'onorevole, anzi all'onorevole Franco Ceccuzzi

Solo l'organismo presieduto dal Priore della Chiocciola si è sentito in grado di ringraziare l'onorevole Ceccuzzi per l'impegno e la capacità dimostrate nell'inserire un comma che proibisce, in perpetuo, le scommesse sul Palio. Il signor izyno ed Presidente del Citipi, cioè l'addì a vita facente funzioni, hanno invece ufficialmente ignorato il "successo parlamentare", dimostrando, in modo chiaro ed inequivocabile, di aver sformato per questa nuova perla dell'onorevole. Ma a sformarci sono stati in molti, troppi in realtà. La totalità dei nostri tre quotidiani lettori, infatti, si è indignata dello spazio che abbiamo riservato alla seconda perla di Ceccuzzi, richiamando alla nostra attenzione sulle critiche e soprannomi "alla Sunto" con cui avevamo "accolto" nel 2006 il neo-onorevole. Opportuno, di conseguenza, toglierci l'ennesimo sassolino dalla scarpa, per puntualizzare che certe vedute e ricami che si possono cucire sulla nostra pelle. Gli attacchi alla Sunto con cui abbiamo "accompagnato" l'iter parlamentare di Franco Ceccuzzi si sono progressivamente infranti davanti ai "successi" ottenuti dall'onorevole. Il primo dente dell'ingranaggio di polemiche che si è andato a spezzare porta la data del  10 agosto 2006 per la vicenda dello stop all'iniziativa dei Monopoli di Stato, che volevano inserire il Palio di Siena nel "pacchetto" delle scommesse autorizzate. Basta rileggere quell'articolo per capire quale sia, per Sunto, la filosofia e la differenza tra "libertà di stampa" e "salto del fosso". Dopo quel "successo targato Ceccuzzi" non abbiamo abbassato la guardia; tutt'altro. Quando Ceccuzzi si è lanciato, e "confuso", nel cercare, senza il coordinamento del Priore della Chiocciola, la soluzione migliore per risolvere la problematica fiscale delle Contrade, non abbiamo assolutamente tentennato a puntare nuovamente l'indice ... su Titì. In particolar modo quando l'onorevole cercò, a metà ottobre 2006, di far aumentare la tassa sui superalcolici per "sovvenzionare" l'attività fiscale contradaiola non ci lasciammo sfuggire certamente l'occasione. Basta rileggere quell'articolo per capire quale sia, per Sunto, la filosofia e la differenza tra "libertà di stampa" e "salto del fosso". Dopo questa "boccata al acnape", l'operatività dell'onorevole Franco Ceccuzzi è decisamente cambiata e trasformata, appoggiandosi direttamente al mondo contradaiolo. Nella finanziaria 2007  le critiche di Sunto non sono mancate per tutto l'iter parlamentare, con la nascita delle "associazioni storiche d'Italia" e lo slittamento di un emendamento di oltre 150 posti. Sta di fatto che, in quell'occasione, l'onorevole Franco Ceccuzzi riuscì, dopo una micidiale lucidità, a ricevere nuovamente gli applausi della nostra numerosa redazione in quel golpe silenzioso. Basta rileggere quell'articolo per capire quale sia, per Sunto, la filosofia e la differenza tra "libertà di stampa" e "salto del fosso". Da quel precisio momento ci siamo trovati davanti ad un'onorevole che aveva innescato la marcia per valutare il giusto meccanismo a favore del mondo contradaiolo, anche se, con molta titubanza, non riuscivamo a chiamarlo ancora onorevole. Ma la strada ormai era tutta in discesa, tant'è che, alla vigilia del suo capolavoro con la Risoluzione in Commissione Finanza, la nostra numerosa Redazione si trovò nelle condizioni di scrivere: Onorevole, vai e torna vincitore. Basta rileggere quell'articolo per capire quale sia, per Sunto, la filosofia e la differenza tra "libertà di stampa" e "salto del fosso". E da quel momento c'è stato solo l'onorevole Ceccuzzi, con tutti i passaggi che hanno portato all'emissione del decreto del Ministero delle Finanze ed il forte risentimento, nei nostri confronti, da parte del vero Sindaco della città di Siena (Pierluigi Piccini), con una serie di particolari attenzioni, sempre più impregnate di una filosofia che non ci appartiene e, per questo, decisamente da controbattere con tutte le nostre forze. Senza guardare in faccia proprio nessuno. E libertà giornalistica, secondo il nostro stile e comportamento, è, soprattutto, mettere in risalto, nel dovuto risalto, quei risultati che abbiamo sempre invocato e che, puntualmente, sono arrivati. Come lo è stato per il veto in perpetuo sulle scommesse sul Palio. Se poi si continuerà a giocare illegalmente ci troveremo davanti ad un ennesimo comportamento italico, che può sempre essere contrasto dalle competenti autorità. Dopotutto è proibito anche guidare le auto in stato di ebbrezza e superare i limiti di velocità; o no? Non sappiamo se l'onorevole Franco Ceccuzzi abbia o meno intenzione di pensare alla sua terza perla paliesca, quella che riguarda il riconoscimento dello Stato italiano dell'unicità del Palio di Siena, ma, se così fosse, continueranno ad essere serviti sformati in guanti bianchi? In attesa della risposta ... così, molto semplicemente, a mettere nel giusto risalto i meriti dell'onorevole Franco Ceccuzzi.

Sergio Profeti

1 dicembre 2008