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Mini-spazi per i fotografi

Una delle tantissime perle della gestione di izyno riguarda l'invasione del tufo legittimata dal Comune di Siena. Immagini e riprese non solo inquadrano i "volontari soccorritori" che se ne restano tranquillamente al loro posto, ma danno uno spettacolo da spiaggia marina per quanto riguarda i fotografi e gli operatori televisivi. Due categorie che hanno progressivamente assunto un peso dominante e che izyno non è mai riuscito a controbattere. Al Casato, alla Mossa, a S. Martino e all'Entrone si assiste ad un agglomerato umano che produce solo ed esclusivamente pericolo e che deve essere immediatamente combattuto. Con troppa disinvoltura izyno, che decide di non decidere perché non sa coordinare assolutamente nulla, permette queste invasioni consentite, senza rendersi conto dei pericoli che esistono con un sempre maggior numero di persone in pista, autorizzate e non. Il problema dei fotografi, fino a 25-30 anni fa non esisteva per il semplice fatto che ogni fotografo si comprava il posto in placo e poi rivendeva a chiunque, Comune compreso, le immagini catturate. Oggi non è più così perché sembra "naturale" che la società dell'immagine pretenda gratuitamente di scorrazzare sul tufo. Eppure, pur consentendo quello che arbitrariamente viene definito in alcune circostanze "diritto di informazione", si potrebbe benissimo salvaguardare la pericolosità della pista attrezzando semplici e ridotti spazi in alcuni punti dove inserire i fotografi. Ad esempio, la realizzazione dei boxettini, "monta e smonta", alla mossa e a S. Martino, dove potrebbero prendere posto al massimo quattro fotografi, eviterebbero la muraglia di teleobiettivi che, dai palchi, si avvicinano sempre più verso il centro pista. Per il casato la questione è più semplice, avendo a disposizione il Comune di Siena di un interio palco. Basterà ridurre, sempre di 4 unità, i posti che il personale comunale possiede a rotazione (e vende a rotazione) per risolvere il bacino dei fotografi sul tufo, sdraiati alla maniera della spiaggia marina. Situazione da abolire anche all'interno delle camice di sicurezza, specialmente alla mossa dove, sempre con il permesso di izyno, si accavalla una quantità consistente di fotografi che si sporgono pericolosamente verso i cavalli. Non parliamo poi delle due terrazzine a S. Martino e al Casato, visitate da ospiti di variopinta natura, visto il significato che assumevano nella brillante intuizione di izyno stesso. A luglio, ad esempio, nella terrazzina a S. Martino c'erano addirittura le suore, con il bigliettino raccomandato da Fra Masymetto dalle Fornaci. Il Palio, grazie ad izyno, si è trasformato in un circo di esibizionisti e di leccaioli. Il 2011, dopotutto, non è così lontano; con la speranza che per i prossimi 4 Palii di izyno tutto continui a svilupparsi senza alcuna problematicva.

15 settembre 2008