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31 marzo

15 maggio

L'intervista su La Nazione

Il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, ricopre ruoli assolutamente incompatibile tra Unire e Palio

Una delle più evidenti critiche 2008 che abbiamo rivolto al mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, riguardava, come si può vedere dal collegamento a fianco, il suo incarico all'interno dell'Unire, in quanto, da quella posizione, doveva ritenersi a Siena un fuori-legge. Nell'intervista richiesta e rilasciata a La Nazione il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, ha affermato: «E' stato detto che mio ruolo di membro della commissione scientifica Unire è incompatibile con il compito svolto nel Palio. Ebbene, significherebbe che la Festa è talmente 'sporca' che una persona con compiti istituzionali non ci si dovrebbe trovare in mezzo. Invece il Palio è controllato e consente anche a chi è parte di una commissione scientifica di lavorare per la Festa. Vorrei poi far notare che anche il veterinario del Magistrato, scelto dunque dalle Contrade, Gaetano Mari, è insieme a me proprio nella commissione scientifica Unire». Altro che balzi sulla seggiola; ed iniziamo a sputtanare questo mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, partendo proprio dall'ultima frase che riguarda il veterinario del Magistrato. Allora, il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, è un perfetto incompetente della materia paliesca e del Regolamento in particolare proprio in relazione a ciò che ha affermato. La presenza del veterinario del Magistrato è scandita solo da quanto prevede l'art. 50. Punto e basta. Non ha competenza nel giudizio sui cavalli, non li esamina, non li valuta, non è assolutamente incompatibile, come lo è al contrario il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, in quanto non partecipa assolutamente ad alcuna fase ed il suo compito si rivolge, solo ed esclusivamente, in occasioni di esenzioni dalla partecipazione della Contrada al Palio. Il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, ha fatto pipì fuori dal vasino. Mari non è incompatibile nel suo aspetto Unire; il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, invece lo è proprio in relazione all'infortunio di Amoroso e a quanto è stato stabilito sull'uso del flunixin. Un farmaco, questo, proibito dall'Unire ed ammesso, invece, in Piazza del Campo. Ma queste "particolarità" non sono conosciute dal mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, vera sciagura della Festa al pari di quella di izyno. C'è un particolare che, a questo punto, è necessario portare a conoscenza dei nostri tre quotidiani lettori e riguarda i rapporti tra il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, e Gaetano Mari. Ebbene, alla prima occasione della nomina di Mari (luglio 2007), il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, lo allontanò in occasione delle pre-visite dimostrando che le "tre marie" non volevano osservatori esterni e debuttanti, che valutassero il loro clientelare rapporto equino, e che il concetto espresso sulle colonne de La Nazione è un boomerang. Il mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, dimostra di essere veramente patetico e struggente quando parla di "Festa sporca", concetto di una mente che va completamente combattuta. E' sporco, caro bordellino di un mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, chi, come te, sta in due piedi nella stessa staffa nel galleggiare senza capire in quali sponde si trova; è sporco chi esalta coloro che lo leccano per ottenere i soldi della Mucchina, chi, come te, non ha ancora capito che gli infortuni sul tufo avvengono, o non avvengono, solo in modo fortuito e non perché, come hai specificato davanti al PM Formisano per responsabilità del fantino. E' sporco, caro bordellino di un mago-maghetto Reitano, Colonnello dell'Esercito Italiano, chi, come te, non riesce ad accorgersi dei cavalli rotti che manda alla scelta dei capitani e chi, come te, boccia cavalli come Caro Amico che, nelle "speranze" della dirigenza della Tartuca, dovevano essere esclusi dall'attività 2008. La Festa, nei suoi secoli, non è mai stata sporca e non ha certo bisogno di te per dimostrarlo. Anzi, ci ripensiamo; la Festa è sporca: ed ora indovina un po' perché lo è. Così, semplicemente caro tidipe, o dipetì.

Sergio Profeti

8 settembre 2008