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Il pericolo dei fotografi a zonzo per la pista Fra i notevoli pericoli che possono falsificare l'esito finale della corsa, oltre alla discesa abusiva e anticipata in pista dei contradaioli, c'è da annoverare anche quello rappresentato dai fotografi, debitamente accreditati per restare in alcuni spazi e che, al contrario, gironzolano in mezzo alla pista. Non solo la loro presenza è inopportuna, sia in pista che nelle camicie interne alla Piazza, ma l'"emozione" di cogliere l'attimo fuggente, o il personaggio che sbraita a braccia aperte, costituisce sicuramente il maggior pericolo per l'intero svolgimento della corsa. Sia a luglio e agosto, ma questo vezzo si è registrato continuamente nella disastrosa gestione paliesca di izyno, siamo costretti ad assistere ad "invasioni" di pista dei fotografi, ammassati inopportunamente sia al Casato, che a S. Martino, che alla Mossa. Non solo. La loro presenza all'interno delle camicie ed in principal luogo all'interno di quella alla Mossa e relativo colonnino, rappresenta un costante e continuo pericolo che può falsare lo svolgimento regolare della corsa. Ad agosto, ad esempio, si nota chiaramente un fotografo sul colonnino che agita continuamente, al passaggio dei cavalli, la macchina fotografica. Soluzioni e rimedi ce ne sono quanti se ne vuole, specialmente quando izyno si sarà levato dai coglioni assieme al mago-maghetto Reitano. Prima di tutto le stesse sanzioni amministrative che devono essere rivolte ai contradaioli in pista possono essere applicate anche nei confronti di quei fotografi che, abusivamente, abbandonano il posto a loro assegnato per recarsi in mezzo alla pista alla ricerca della foto ad effetto. Altro rimedio è quello di non consentire ai fotografi di occupare posti all'interno delle camicie e dei boxettoni ideati da izyno con il solo scopo di inserirvi il personale di Pubblico soccorso. Ma la situazione ed il pericolo costituito dai fotografi potrebbe essere applicato se anche Siena seguisse il percorso che i grandi avvenimenti internazionali presentano nelle immagini televisive. Vale a dire costruire apposite "zone" ben delineate e chiuse dove "rinchiudere" i fotografi. Spazi che facilmente potrebbero essere ricavati sia nei pressi della mossa che a S. Martino. E per il Casato? Semplice: i fotografi, come gran parte dei giornalisti locali dovrebbe comprarsi il posto in palco, come accadeva prima della "costruzione" del balconcino di palazzo Berlinghieri. Così, semplicemente. 2 settembre 2008 |