|
SUNTO Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità - contatti
|
|
|
Rai: ecco come i dati auditel di agosto risultano gonfiati Uno dei nostri tre quotidiani lettori, molto attento alle dinamiche televisive ed assolutamente contrario alla presenza della Rai sul tufo, ha effettuato un preciso calcolo sui dati auditel relativi al Palio di agosto, dati che hanno sorpreso per l'enorme interesse degli italiani nei confronti della corsa. In effetti, come si ricorderà, la trasmissione passando da Rai1 a Rai3 ha fatto salire notevolmente gli ascolti. Ma, come vediamo, il trucco delle rilevazioni c'è e si vede. Il Palio alla Rai è iniziato alle 17,45 e la media dei contatti è stata di 1 milione 380 mila, con un picco massimo di 1.800.000. Si parla di "contatti" e non di spettatori piazzati davanti alla scatoletta magica; è risaputo, ad esempio, che il conteggio calcolato tra la percentuale dei contatti temporanei e i teleascoltatori davanti allo schermo è pari al 43%. Di conseguenza su Rai1 il Palio è stato seguito da poco più di 600 mila spettatori. Il dato eccezionale riscontrato su Rai3 è dovuto ad un piccola furbata che ridicolizza, in parte, i numeri auditel. I contatti, infatti, sono stati calcolati alle ore 20 in punto, circa due minuti dopo la fine dei telegiornali regionali, quand'ancora gli utenti non si erano neppure mossi per cambiare canale. E le cifre parlano chiaro, perché una volta inserite su Rai3 le immagini del Palio, gli utenti hanno cambiato cavale. Al momento della corsa, quindi nell'interesse massimo della manifestazione, i contatti toccavano i 2 milioni e 50 mila. Si deve parlare di inattendibilità dei dati proprio perché, all'inizio della migrazione su Rai3, i dati superavano i 3 milioni e poi, nel momento di massima richiesta di interesse (cioè durante la corsa) il calo è vistosissimo. E' la conferma che, fortunatamente, gli italiani non si interessano più del Palio. Vogliamo concludere riportando le frasi del nostro lettore n.3: «La presenza della Rai sul tufo non avvicina al Palio. Il Palio va capito, va vissuto, il Palio entra nel cuore, nel cervello, nell'animo e nelle ossa soltanto di chi lo respira quotidianamente, a Siena o nelle altre due o tre città d'Italia che corrono Palii degni di questo nome. Lontani anni luce da quello di Siena, ma per lo meno vissuti con intensità e con il giusto spirito e una certa competenza». Questo nostro lettore è tra quelli che non vogliono più la Rai a Siena. Così, semplicemente. 1 settembre 2008 |