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Caro Sergio, sono tra i tuoi tre o quattro lettori, anche se essendo tartuchino e visto il tuo scarso feeling con la mia contrada, non sono d'accordo con molti tuoi articoli. Al di là di questo, ti ho sempre difeso, anche se non ne hai bisogno o non te ne importa, indicandoti come un battitore libero e senza legami che ti offuscano le idee. Questo lo penso e l'ho sempre detto, capendo, anche se a volte mi richiede un grosso sforzo, la tua ironia su Capitanbruschelli, il sottobosco e quant'altro. Non ti chiederò mai, quindi, di essere imparziale, tu hai le tue idee e io le rispetto e in molti casi le faccio mie.

Fatta questa premessa, questa volta ho la pretesa di scriverti oltre che da tartuchino (e quindi fazioso) da senese e contradaiolo circa il fatto dei famosi volantini affissi in questi giorni, senza pretendere che tu ne faccia una battaglia, ma semplicemente una riflessione, vista la tua sensibilità sul mondo paliesco. Vedere il nome di un contradaiolo normale, senza nessuna carica, con  una propria storia (e la fedina penale pulita), sui muri della città è un fatto grave, anzi gravissimo, che potrebbe aprire una spirale allucinante i cui risultati sarebbero devastanti nel mondo paliesco, molto più di tante altre polemiche che attualmente investono il modo del palio e delle contrade. Non dico che la contrada in questione non possa affiggere volantini, al contrario di te sono abbastanza largo di manica, ma ti chiedo di riflettere dall'alto della tua esperienza su questo fatto. Pensa cosa potrebbe succedere da qui in avanti se i cretini e i vigliacchi si scatenassero, magari usando le polemiche contradaiole per fini personali. Si potrebbe mettere alla gogna semplici contradaioli, dirigenti che favoriscono grazie al proprio lavoro questo e quello, gusti sessuali delle singole persone, il tutto anonimamente. Non mancherebbero gli spunti, lo sai benissimo.

Non rifiuto la purga della mia contrada, è stata voluta visto il gran chiasso che abbiamo fatto, ma fa parte del gioco. Io personalmente ho spento il telefono per due giorni e non ho voluto vedere nessuno, e le feste della Chiocciola sono tutte lecite, ci mancherebbe altro, ma il nome su un volantino non posso e mai potrò accettarlo e  con me spero i contradaioli veri che ancora rimangono nella nostra città. Oggi si cerca di minimizzare su tutto (“so'ragazzi”....”una volta a noi una a loro”) ma non si può passar sopra ad un fatto così grave. Sono cresciuto sapendo che l'ironia contradaiola, anche la più cattiva, aveva delle regole, che oggi non esistono più. La Chiocciola poteva inventarsi mille modi per dileggiare il Palio della Tartuca, alcune me le immagino io stesso, ma mai doveva fare il nome di una persona su un volantino.

Il Magistrato delle Contrade, ahimè sempre più Confraternita delle Processioni, dovrebbe fare sue certe riflessioni, invece di occuparsi di problemi minori (tipo festa della Madonna), ma ho perso ogni speranza dopo 007....

ti ringrazio dell'attenzione e ti saluto cordialmente.

Antonio Gigli