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La legge fiscale è stato un capolavoro Al di là delle polemiche politiche, che continuano in modo velato e senza mai voler sfidare a viso aperto la situazione, la normativa fiscale a favore delle 33 entità senesi, assieme ad altre 670 strutture italiane di variopinta natura, è risultata essere un vero e proprio capolavoro dell'onorevole Franco Ceccuzzi. Pensare solamente di offuscare il significativo risultato ottenuto, sarebbe un vero e proprio controsenso e andrebbe contro la nostra natura. Forse, ancora, in città non ci si è resi conto perfettamente né di cosa significhi questa normativa, né di tutte le problematiche che sono alle spalle di questo ingegnoso capolavoro. Chi, come gli allora nostri tre fedeli lettori quotidiano, ha seguito la situazione dei ricorsi in Commissione tributaria di I grado, ha ben presente tutte le problematiche inerenti a questo benedetto decreto fiscale e, altresì, conoscono perfettamente le soluzioni raccapriccianti che hanno portato al trust, o scatoletta Simmenthal. Per chi, al di là dei tre quotidiani lettori, volesse ripercorrere tutto l'iter della vicenda, seguita, vivisezionata e analizzata da queste pagine, può tranquillamente mettersi seduto e premere qui. Vi troverà tutti gli attacchi che abbiamo fatto a Ceccuzzi, battezzato alla Sunto come Titì, a Vigni, ad izyno, all'allora onorandone e a Giuseppino della Mucchina. Critiche che portano solo la nostra firma nell'intero panorama giornalistico senese. E quando Ceccuzzi è diventato onorevole eravamo sempre lì, ogni giorno, a criticarlo, e pronti ad affondarlo davanti al suo elettorato. Ha ragione Roberto Martinelli quando sabato, in conferenza stampa, ha voluto ricordare il salto dei 150 articoli effettuato per inserire nella Finanziaria 2007 il comma che riguardava il mondo delle Contrade; un salto che ha rappresentato il vero capolavoro e la vera forza di Ceccuzzi in tutta questa vicenda parlamentare. E di questo "salto di articoli" Ceccuzzi non ne ha mai fatto menzione; in altri termini non se n'è vantato. Ci pensiamo noi a riposizionare i puntini sulle "i". Se poi si continuano a scorrere gli articoli della vicenda fiscale, si noterà come uno, che vota Rifondazione Comunista, abbia dato ampio, anzi ampissimo risalto all'azione di AN, coordinata da Lorenzo Rosso, per far sì che Siena e le sue Contrade avessero una legge ad hoc. E se si continua a scorrere la serie di articoli sulla vicenda, ci si può tranquillamente accorgere che oltre a spostare 150 articoli, in piena votazione alla Camera della Finanziaria 2007, Ceccuzzi sia riuscito a far votare all'unanimità della Commissione Finanze una risoluzione che è stata la guida al decreto fiscale, e relativo regolamento per l'individuazione dei soggetti che potessero essere privilegiati dagli sgravi fiscali. E se quel giorno abbiamo scritto «Onorevole, vai e torna vincitore» lo abbiamo fatto al termine di una serie di aspre critiche alla Sunto, senza mai abbassare i toni. Certo è che, una volta svolto un capillare lavoro di intersecazioni tra i corridoi di Montecitorio e davanti ad un risultato chiaro e lampante, non era più possibile esimerci da definire Franco Ceccuzzi come onorevole. Assieme a Del Mese, Ceccuzzi ha effettuato un capolavoro; non riconoscerglielo significa non aver avuto presenti tutte le problematiche fiscali, che ancor oggi esistono e sono presenti. Non più Titì, ma onorevole; così, semplicemente. Sergio Profeti 24 luglio 2008 |