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Verso agosto attraverso i sottoboschi

Un bosco per essere considerato fiorente e pieno di vita necessita che il suo sottobosco sia altrettanto fiorente e pieno di vita. Se così non fosse, il bosco, progressivamente, morirebbe. Concetto principe che si studia nelle alte università di agraria del Paese, e, sembra, anche nel mondo, specialmente in quello scandinavo. Se si traslata questo concetto nel mondo paliesco come si può leggere il sottobosco paliesco? Si legge, in modo chiaro e cristallino, nell'indirizzo opportuno che ogni gruppo dirigente deve possedere. Ci spieghiamo. Il primo sottobosco che Sunto ha conosciuto direttamente, alla fine degli anni '70, era quello di Ronciglione, particolarmente vicino alla Selva, definita da Sunto la "Signora Contrada". Questo perché un solido gruppo dirigenziale, che faceva capo a Roberto Marini, riusciva a miscelare con la dovuta attenzione sia le impronte interne che quelle esterne. In altri termini, la Selva di quel periodo ricopiava prima gli insegnamenti dell'Oca, dove i dirigenti, nel passare il testimone, indicavano percorsi e viottoli del proprio orticello e sottobosco a chi subentrava con il giuramento "La Torre non deve mai vincere", e, dopo, riproponeva con cura tutto quel retroterra di sottobosco che giungeva da Ronciglione, terra questa che era setacciata da un altro grande dirigente paliesco, dal quale Sunto deve sempre inchinarsi, e che non rappresenta, ai giorni nostri, il sottobosco vitale e necessario per aggiustare gli ingranaggi. Di sottoboschi paliechi, con alterne fortune e capacità, la storia del Palio è ricca e, attualmente, nel 2008 l'unico sottobosco florido ed importante è quello che muove i passi assieme a Capitan Carlo Arezzini da oltre un quinquennio. La perfetta intersecazione nella mentalità e modo da agire, tra il vertice della Contrada e quello del sottobosco, permette di raggiungere quell'obiettivo finale che rappresenta l'unica motivazione per cui esiste, nel Palio e negli anni, il sottobosco. C'è da perfezionare la ricerca di un fungo, con la speranza che non sia già stato colto. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

22 luglio 2008