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Non c'è più il "nerbo legato", ma il "cervello legato"

Uno dei partiti tra Contrade che imperava, specialmente nel periodo tra le due guerre, era il "nerbo legato", al quale si contrapponeva il "nerbo sciolto", da cui il Nicchio nel 1932 intitolò il suo Numero Unico, il primo dell'editoria contradaiola. Facile comprendere a cosa si riferisca sia il "nerbo legato" che quello "sciolto". Con il passare degli anni, comunque, questa forma di partito si è andata perduta ed ora appartiene al "patrimonio storico" della Festa. Eppure, in base a quel tipo di filosofia che ispirò la nascita del "nerbo legato o sciolto", Capitanbruschelli è riuscito a costruire il "cervello legato", nel senso che le indicazioni e le impostazioni che detta all'ambiente contradaiolo, tra Capitani, mangini, barbareschi, cavallai, veterinari, maniscalchi, personale comunale e, soprattutto, fantini, hanno una logica incredibile e che rafforza la legittimità dell'accordo, o partito. Ne abbiamo avuta una dimostrazione proprio in occasione del Palio di Provenzano, quando è riuscito a "legare il cervello" a tutti, distribuendo i buoni-sconti per l'acquisto di petti di pollo nel Supermercato di turno, nonostante abbia sbatacchiato, come un debuttante, sul canape, e nonostante sia passato dal celebre colonnino di S. Martino a 9 metri e 32 centimetri. Rispettare gli accordi, sia ai tempi del "nerbo legato", non si doveva, ad esempio, usare il nerbo prima della Fonte, che di quelli del "cervello legato", nel senso, ovviamente, non offensivo, ma come logica conseguenza di una preparazione professionale e nei minimi particolari. Viene così dimostrato che, pur cambiando i tempi e l'uso dei termini, il fascino del Palio, e di tutti i suoi meccanismi, più o meno noti, non si altera con il passare dei decenni, anche se prima gli accordi passavano tra le Contrade ed oggi tra i fantini, anzi tra un fantino e gli altri. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

17 luglio 2008