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Una sconfitta di tutta la democrazia delle 17 Contrade La vicenda targata Oca è una vicenda che riguarda l'intero arco democratico del mondo delle Contrade. Purtroppo si sta per assistere ad una pericolosa ingerenza esterna della vita autonoma dell'Oca, su una situazione che, pur delicata quanto si vuole, non è riuscita che a contrapporre due posizioni in nettissima divergenza. Posizioni decisamente senza un punto di convergenza da cui partire, con un risultato finale preoccupante e sicuramente negativo per il concetto di "democrazia" dell'intera popolazione delle 17 Contrade. Perché sia chiaro, il ricorrere ad un'autorità giudiziaria significa una cocente sconfitta per quel senso di concetto di democrazia che ha tenuto in vita il mondo delle 17 Contrade. Con un concetto abbastanza semplice, non si è riusciti a trovare, nei meccanismi interni della vita rionale, quelle carte vincenti che facessero uscire l'Oca da una scomoda posizione di mentalità e di filosofia della vita contradaiola. Non si può, a nostro parere, mettersi attorno ad un tavolo partendo da due posizioni contrapposte; da una parte che scandisce irrimediabilmente che «le donne non devono votare»; dall'altra chi, altrettanto irrimediabilmente, sostiene che «le donne devono votare». La contrapposizione ha portato all'interessamento dell'autorità giudiziaria, innescando un meccanismo la cui configurazione è ben lungi dall'essere definita. C'è il rischio non tanto di una intromissione di leggi, e cavilli, che non hanno nulla da spartire con il senso civico del mondo contradaiolo, quanto di iniziare ad alzare un "coperchione" che può tranquillamente allargarsi ad altre realtà contradaiole, L'attuale situazione fiscale ne è il più evidente segno e consistenza. E' stato pericoloso chiamare in causa i cavilli giuridici; è stato inutile pensare che izyno possa svolgere un ruolo che non gli compete. Questa sì che sarebbe ingerenza diretta di un organismo, Comune di Siena, che deve salvaguardare il patrimonio della città, composto da 17 Contrade, nell'interesse supremo e generale. Nulla a che vedere con le problematiche interne di un rione. Ma se il Comune di Siena non può far nulla, tantomeno era auspicabile l'intervento del Tribunale nelle sue forme dirette che possono mettere in crisi l'intera struttura contradaiola con nuove regole. Perché, è chiaro, che sono state proprio le regole interne a non funzionare, o, almeno, a non creare quel cuscinetto con cui poter trovare un sentiero da percorre insieme, con la mano nella mano e senza farsi gli sgambetti. La speranza è che esista quel senso di intelligenza nascosta che, tanto tempo fa, davanti ad una delibera del vero Sindaco di Siena, le Contrade capirono quanto fosse necessario risolvere tra loro le problematiche e gli screzi senza lasciar terreno di inserimento da parte di qualsiasi tipo di Autorità. Noi ci crediamo fermamente. Sergio Profeti 14 luglio 2008 |