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Tutte le Madonne di Simone Martini, Duccio e C. Premettiamo subito che di arte, antica, passata e moderna, non capiamo assolutamente nulla, e paragoniamo la nostra capacità di critica a quella che possiede izyno nel Regolamento del Palio. Di conseguenza ogni nostro parere sull'arte fa ridere, e ridere parecchio; tant'è che non abbiamo mai scritto assolutamente nulla sui vari drappelloni, con un'unica eccezione nell'agosto 1980. Premesso tutto questo, in verità, non riusciamo proprio a comprendere le polemiche sulla scelta di Adami nella raffigurazione della Madonna di provenzano. Fermo restando che il Comune di Siena, allorché conferisce l'incarico, non può assolutamente interferire sull'ispirazione pittorica dell'artista, ci chiediamo se sia mai possibile pensare, a distanza di secoli, di equiparare le ispirazioni dei pittori che hanno fatto grandissima la pittura di Siena. C'è, casomai, da sostenere l'esatto contrario. E' praticamente impossibile pensare che i vari Simone Martini, Duccio, Lorenzetti e C. non riproducessero il volto di donne comuni che, tutti i giorni, passeggiavano "per il corso"; sempre ammesso che il corso esistesse anche ai quei tempi. Nessuna ispirazione celestiale nei volti delle Madonne dei grandi pittori di Siena, ma solo la riproduzione di quello che il quotidiano offriva. Dov'è la "Qbestemmia" del volto prescelto da Camilla Adami? 7 luglio 2008 |