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Il quadro dei provvedimenti disciplinari di Provenzano

La sanzione disciplinare giusta per l'Istrice, a causa della responsabilità diretta del comportamento dei propri contradaioli colpevoli di essere entrati sul tufo durante lo svolgimento della corsa, sarebbe stata la squalifica per un Palio. Certamente, se in questi anni la giustizia paliesca fosse stata ancora gestita dal vero Sindaco di Siena Pierluigi Piccini, non solo il Ricceri si sarebbe portato a casa (agosto 2006) una sospensione di 4 Palii, ma il Bruco non sarebbe stato depenalizzato dalla deplorazione subita (agosto 2003) e l'Aquila si sarebbe ritrovata squalificata per sommatoria di deplorazioni (luglio 2006); per cui l'Istrice si sarebbe ritrovato squalificato. Il vero Sindaco di Siena, infatti, considerava dall'Aquila al Valdimontone tutte le Contrade uguali, allo stesso livello, ed era fermamente convinto della filosofia che non permette alcun tipo di polemica: «chi sbaglia, paga». Qualcuno ci ha detto, ma la notizia è ancora in fase di rilievo, che addirittura il Prefetto di Siena sia intervenuto, con un'intervista, sulla vicenda, dell'arbitraria invasione di pista ,con una posizione abbastanza netta e precisa anche nei confronti di izyno, il quale non ha assolutamente dimestichezza con le norme regolamentari e con le ordinanze che firma; purtroppo, sfogliando e risfogliando le pagine del quotidiano cittadino La Nazione non siamo ancora riusciti a ritrovare l'interista al Prefetto. Sta di fatto che se anche la prima carica dello Stato italiano, in terra senese, sente la necessità di riposizionare i puntini (o cerchini) sulle "i", significa che siamo giunti alla soglia del baratro organizzativo. L'Istrice meriterebbe la squalifica, ma non subirà che una censura. Questo perché le impostazioni clientelari di izyno sono lì a giustificare solo questa sanzione. Il 2005 non sembra un anno così lontano nel tempo: a luglio l'invasione dei brucaioli produsse una censura; ad agosto, quella dei torraioli, non venne neppure presa in considerazione. Risultati inevitabili che portano a stabilire, in modo chiaro ed inequivocabile, che la marea di istriciaoli sul tufo non potrà che essere sanzionata con una censura. Ogni altra sanzione ci farà gridare alla vergogna e all'influenza esterna che izyno è costretto a subire; anche se sarebbe stata giusta la squalifica. Perché? Perché izyno, dopo la tempesta del «Quarto giro», dalla quale non ha capito assolutamente nulla a causa delle sue innate caratteristiche, non ha saputo, né voluto, affrontare la problematica con i 17 onorandi per far capire i limiti e le sopportazioni di successive invasioni di pista. Lo ha capito, come sembra, la prima carica dello Stato italiano a Siena; un'intuizione che porta a facili conclusioni. Se l'Istrice si ritroverà con una censura, chi prenderà la deplorazione saranno la Giraffa e il Nicchio, per aver portato via il cavallo senza autorizzazione dal Corteo Storico. Comunque, il Nicchio può sempre sperare su una "riservata" autorizzazione da parte di izyno. I problemi, per la Giraffa continuano per l'atteggiamento del proprio Capitano sul Palco dei giudici, con la stessa sanzione che fu applicata a Selva (Marini) e Aquila (Romei), sempre ammesso che izyno e il po-bravo ragazzo se ne accorgano. Probabile che esistano altre situazioni che abbiano coinvolto le Contrade, ma delle quali non siamo al corrente. Non ci scusiamo con nessuno, perché, tanto, non ci legge nessuno. Sul comportamento dei fantini alla mossa, infine, si rimanda ad un altro articolo pubblicato a parte.

Sergio Profeti

7 luglio 2008