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Quei meriti targati Massimo Coghe

Tante le chiacchiere sulla proprietà di Già del Menhir, chiacchiere che tendono a nascondere non solo quelle qualità del cavallo che nessuno può disconoscere, ma che vengono alimentate con ritmi di natura politica al cui gioco, certamente, non aderiamo. Se Già del Menhir è, ed era, un fenomeno non lo si deve certo alla proprietà, ma al suo allenatore Massimo Coghe che ha saputo non tanto prepararlo a dovere, viste le qualità del soggetto, ma ha saputo studiare, ed imporre alla proprietà, un programma serio di avvicinamento al tufo che ha dato ieri i più evidenti risultati con la vittoria finale. Siamo fermamente dell'idea che i mezzosangue di 5 anni sono "ancora giovani" per correre il Palio di luglio; lo studio del Coghe su Già del Menhir avvalora la nostra ipotesi. Lo scorso anno, quando Già del Menhir aveva 5 anni, il Coghe lo presentò a Castiglion Fiorentino, ben sapendo che avrebbe infranto le regolette inventate da izyno all'interno del Fallimentone, ma tenendo in mente la preparazione programmata del cavallo che doveva non essere sciupato, o sacrificato. La scioltezza dei risultati ottenuti in Provincia, le ricerche compiute a livello personale sul cavallo anche sulla precedente e casuale proprietà, ci permettono di esprimere un giudizio tecnico dal quale le pretestuose "filosofie politiche" non si amalgamano con la qualità del soggetto. Se Già del Menhir sta fermo al canape e sa rispondere, alla perfezione, alle sollecitazioni in corsa il merito è della preparazione, non certo della proprietà il cui unico merito, evidentemente, è stato quello di non imporre certe "mentalità da cavallaio" a Massimo Coghe.

3 luglio 2008