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Due giorni per chiedersi: ma come farà a perderlo? Tra oggi e domani la nostra Redazione è particolarmente attenta ad uno studio che non si era mai verificato nel passato: risolvere un atroce interrogativo. L'interrogativo è abbastanza semplice e di una linearità impressionante: come farà Capitanbruschelli a perdere questo palio? La risposta, del resto banale, cancella tutti i dubbi: non può perdere. Di conseguenza vincerà. Anche nell'ultima riunione di redazione si sono sollevati dubbi sul fatto che, difficilmente, lo vedremo in testa al primo S. Martino, ma, a prescindere da questo "particolare", non si comprende cosa lui possa inventarsi per perdere un Palio studiato da lungo tempo e perfezionato con una semplicità mostruosa. Il Palio a tavolino, per l'ennesima volta, si è concretizzato senza trascurare il minimo particolare come dimostrano le accurate predisposizioni dei soldatini di piombo. Il suo capolavoro è stato quello di preparare un lotto di cavalli tali da costringere l'inevitabile "blocco" delle quattro monte fisse, giocando soprattutto sui risvolti che derivavano dalle rivalità sul tufo. Togliere certi tipi di cavalli, come Fedora Saura e confidando dei programmati veti delle "tre marie veterinarie", ha senz'altro agevolato il compito, con le pennellate previste e impreviste delle assenze sia di Ermellyno che di Elimia. Anche se in Redazioni non tutti sono d'accordo, l'ultima perla ha un preciso nome: Migheli. Sublimazione di un disegno che parte da lontano e che si concretizza con una semplicità incredibile dimostrando a tutti che tra Tartuca, sottobosco di Castelvecchio e Capitanbruschelli è quest'ultimo a scandire tempi, posizioni e impostazioni. Questo Palio sta per trasformarsi in una fiaba, che inizia con il più classico dei "C'era una volta un fantino che ...". Il finale non è scritto, perché c'è ancora chi si ostina a chiedersi: ma come farà a perderlo? Non lo perderà e la fiaba continua per ancora tanti e tanti anni. 1 luglio 2008 |