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Un altro procedimento penale contro la struttura paliesca Il rinvio a giudizio del Capitano della Torre, a causa delle problematiche fiscali che da anni coinvolgono il mondo contradaiolo e non solo, è una nuova occasione per dimostrare l'assoluta correttezza dell'operato in una materia così delicata com'è, appunto, quella fiscale. Il mondo del Palio si troverà nuovamente di fronte ad un'aula giudiziaria dove potrà, nuovamente, dimostrare tutta la sua correttezza operativa anche sul delicato fronte fiscale. Certo è che, con questa nuova situazione, tornano in mente tutti i passi avventati e troppo superficiali che hanno portato a concatenare il mondo del Palio con una componente, il trust, che si è andata a piazzarsi in modo negativo nei tre anni della sua esistenza, dal 2004 al 2006. L'assoluta e legittima azione operativa del Capitano della Torre, come del resto di tutti gli altri, è non solo rafforzata dal decreto fiscale emesso dal Ministero delle Finanze, ma anche dalle numerose sentenze e affermazioni fiscali delle varie sezioni tributarie, attraverso le quali il mondo del Palio, e quello dei fantini, è, praticamente, un mondo a sé. L'azione del Procuratore Capo Calabrese, ormai ad un passettino dalla pensione, aiuterà notevolmente, come lo sono state quelle del recente passato (basti citare per tutti il processo "ai tre dell'Onda"), il mondo del Palio a rafforzarsi ulteriormente davanti alle leggi dello Stato italiano. 27 giugno 2008 |