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I cavalli che vedremo al canape: Già del Menhir

Se esiste un cavallo che, dagli elogi ricevuti ad ogni occasione fin dal 2007, anno del suo sbarco in casa Coghe, è costantemente all'attenzione degli addetti questo non può che essere Già del Menhir. Il cavallo, praticamente, è, come suol dirsi, "visto e preso", in tutti i sensi. C'è anche chi, come la nostra Redazione, è del parere che per Provenzano un cavallo è certo, gli altri nove da scegliere. Il cavallo certo non può che essere Già del Menhir. A parte il fatto che alcuni ambienti specifici del mondo equino (e non ci riferiamo al Coghe) lo presentano, effettivamente, come il cavallo di punta, elogiandone quella naturale "comunicazione sociale" che Già possiede in tutti gli ambienti con cui si è confrontato, c'è da considerare che, per il momento, il cavallo non ha padellato gli appuntamenti a cui è stato chiamato. Certo, se il cavallo fosse veramente bravo come si sussurra, lo dovrà dimostrare sul tufo, come ha recentemente sostenuto Massimo Coghe. L'impatto tufaceo, più che dell'adattamento ai quattro giorni in Contrada, è da valutare con attenzione, perché un fatto è trotterellare sul tufo come fece lo scorso anno per le provine, ottenendo applausi quasi telecomandati, un altro è trovarsi davanti il canape e certe traiettorie obbligate. Insomma, al di là delle voci, degli applausi e di quant'altro legato al marketing telecomandato, Già del Menhir deve dimostrare solo sul tufo del 29 mattina (se non pioverà) di essere pronto a correre il Palio e di non aver bisogno di eccessiva pubblicità. Ogni allusione a Giuseppino della Mucchina, ad esempio, è puramente casuale; anzi non lo è affatto.

10 giugno 2008