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Il processo che non doveva celebrarsi Il processo sull'infortuno ad Amoroso si chiuderà definitivamente, con la terza tappa, il 22 ottobre prossimo. Un processo che non doveva assolutamente essere celebrato e oltremodo dannoso per l'immagine della Festa, un pericolo di cui izyno, ancora, non riesce a rendersene conto. Il processo è la perfetta conseguenza di un disegno di distruzione attuato dal mago maghetto Reitano che, volontariamente e volutamente, ha creato tutte le condizioni necessarie alla sua celebrazione. La sua deposizione, e gli ordini impartiti a Pepe e Magnaghi, hanno, di fatto, costretto il PM Formisano a non analizzare nei dettagli la preziosa perizia a firma del Professor Soldani, un vero gioiellino di intelligenza paliesca. Le dichiarazioni del mago maghetto Reitano sono all'origine della nascita di questo processo, dichiarazioni spontanee che contengono, come nei prossimi giorni i nostri tre quotidiani lettori verificheranno, quella necessaria cattiveria che ha caratterizzato il motto del mago maghetto Reitano: "Adesso ve lo faccio vedere io chi comanda". izyno ne è attualmente complice, non solo perché lo ha rinominato nel ruolo dal 2006 ad oggi, ma, soprattutto, perché non gli ha impedito di speronare la Festa costringendolo a capire che le regole del Palio sono profondamente diverse da quelle dell'Unire e che sarebbe opportuno, finalmente, riuscire a capire in quale realtà sociale esiste il Palio. La presenza del mago maghetto Reitano sul tufo è anche frutto di quell'assenteismo naturale che anima i 17 Capitani. Così, semplicemente 5 giugno 2008 |