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E se lo Zeddino presentasse ugualmente Dostoevskij?

L'esclusione a tavolino di Dostoevskij  per i Palii del 2008, decretata dalle regole scritte a vanvera da izyno e dal po-bravo ragazzo e senza rendersi minimamente conto di cosa stavano realizzando, apre nuovamente il capitolo del Regolamento del Palio in quegli aspetti che si vanno ad intersecare con norme provenienti da altre normative esterne al Palio stesso. Mentre appare irrevocabile (e inattaccabile) l'esclusione di un cavallo privo delle certificazioni sanitarie (tipo coggins), si resta abbastanza perplessi che un regolamentino concepito dallo stesso organo che dirige il Palio di Siena (il Comune) possa condizionare la Festa. E le perplessità aumentano considerevolmente se si considera che il Fallimentone è uno strumento che, in teoria, doveva "aiutare" il Palio e, invece, nella pratica ne limita notevolmente l'operatività, come il caso di Dostoevskij  dimostra. E' comprensibile, ad esempio, che chi non percorra tutti i paletti stabiliti venga escluso dalla divisione economica dei soldi della Mucchina; non è comprensibile, invece, che un cavallo, già esperto e che non necessita di ulteriori dimostrazioni in Provincia, come Dostoevskij, possa permettersi anche il lusso di non essere presente all'ultimo appuntamento utile, com'era quello in extremis di Monticiano. Certo è che se lo Zeddino, incurante delle norme del Fallimentone, decidesse di presentare a luglio e agosto il cavallo c'è da chiedersi in quale fase izyno darebbe istruzioni al mago maghetto di escludere il cavallo. Perché, sia chiaro, con il Regolamento del Palio in mano si dovrebbero violentare le norme stabilite. Non esiste, infatti, una fase di accertamento amministrativo sulle richieste di iscrizione, perché chi iscrive il cavallo assume il diritto di farsi visitare gratis dal mago maghetto, senza compunque sapere in che stato fisico si trovi il proprio soggetto. Il Regolamento del Palio, anche attraverso la letterona che stabilisce i tempi organizzativi, prevede solo esclusioni di tipo sanitario o di addestramento, non certo di tipo amministrativo. Per cui Dostoevskij potrebbe iscriversi e izyno dovrebbe violentare le norme del Regolamento del Palio per escluderlo. Certo, lo Zeddino potrebbe far scattare anche azioni giudiziarie se Dostoevskij venisse fatto fuori arbitrariamente e senza ragione (salute e addestramento); ma, del resto, mettersi in contrasto con il Comune di Siena gli converrebbe, senza riceverne immancabili e tipiche ritorsioni? Dall'ignoranza, incompetenza, inadeguatezza e improvvisazione paliesca di izyno e del po-bravo ragazzo, questo e ben altro. C'è un'ultima annotazione da evidenziare e che riguarda i cavallai che, adeguandosi sempre al potere, riescono a borbottare solo a microfoni spenti e lontano dal Palazzo di tutti i Palazzi. Evidentemente solo Sunto non sa adeguarsi. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

3 giugno 2008