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Cosa si nasconde dietro il forfait dello Zeddone?

Argomenti del genere sono, da sempre, pane per la nostra numerosa Redazione, che si diverte a intricarsi in soluzioni imprevedibili solo per ribaltare il concetto che vuole «il Palio più semplice di quello che si possa pensare». Ma la situazione tecnica, che è stata aperta con il ritiro dello Zeddone da Ferrara, va, comunque, oltre ogni nostra immaginazione. C'è da evidenziare, caso mai, che, in questa fattispecie, il divertimento proprio non c'è, e non c'è, soprattutto, a Ferrara dove un Rione, S. Giovanni, è stato praticamente preso in  giro da una fantomatica indisponibilità di fantino (e cavalli) senza una motivazione realistica e credibile; a "giochi" fatti e senza poter avere la possibilità di rimediare. Tutto l'argomento del caso-Zeddone va letto in chiave tufacea e, in particolare, in quell'indirizzo che porta, o non porta, a Vagliano. Nella vicenda, va anticipato, c'è poco di razionale e, in particolare, di logicità paliesca, in quanto, come si vedrà, si tratta di una sommatoria di eventi dettati più dalla casualità emotiva del momento che da altre considerazioni strategiche. Andiamo con ordine. Lo Zeddone, nel recente Palio di Fucecchio, è rimasto a piedi e non ha corso. Veniva dato per certo su Cappiano, dove ha corso il Pes su Cornelium, e dove lo stesso Zeddone ha ritirato remi e ambasciatori nel momento in cui è stato assegnato dalla sorte il cavallo. Questo è un dato di fatto inequivocabile. Altro fattore inequivocabile chiama in causa Borgonovo e qui si aprono le direzioni, che rendono ancor più incredibile la decisione dello Zeddone verso Ferrara. Borgonovo è rivale, dopo l'episodio nel Palio del 1985, di Botteghe, centro indiscusso del dominio di Capitanbruschelli e succursale delle strategie paliesche che si consumano a Siena, passando da Fucecchio. Borgonovo ha contattato direttamente lo Zeddone per prospettargli la monta, non ricevendo alcuna risposta al riguardo, alcuni giorni prima della tratta e, una volta arrivata Ilaria, la Contrada si è indirizzata verso altra direzione. Se lo Zeddone avesse voluto correre a Fucecchio aveva aperte due strade: Cappiano e Borgonovo. Forse voleva dirottarsi verso Botteghe, su Intiveddau, ma Capitanbruschelli puntava tutto sull'Atzeni, visto che aveva preparato le carte vincenti a Ferrara proprio nei confronti dello Zeddone con la spedizione, in raccomandata con avviso di ricevimento, di Migheli e Caria. L'appiedamento dello Zeddone ha rappresentato il motivo scatenante di tutta l'operazione, i cui confini sfuggono ancora ad una logica paliesca. Ora è probabile, per comprendere l'improvviso forfait dello Zeddone, che il fantino si sia accorto, assieme al suo sottobosco, che a Ferrara Capitanbruschelli gli stava tessendo una trappola in chiave di Siena. Se lo Zeddone avesse vinto a Ferrara, ecco che a Siena doveva creare le condizioni necessarie per il trionfo di Capitanbruschelli; oppure a Ferrara Capitanbruschelli voleva che lo Zeddone non spingesse troppo Dostoevshij per favorire il successo del Villella, con quest'ultimo a restituire favori e interessi sul tufo. C'è un'altra teoria in questo intricato meccanismo, e qui subentra il sottobosco dello Zeddone, un sottobosco in cui vengono analizzare e sezionate tutte le colture prima di essere poste sopra i fornelli per venire cucinate. Se tutti si immaginavano che a Fucecchio doveva vincere l'Atzeni e a Ferrara lo Zeddone, e poi a Legnano il Pusceddu, possibile che Capitanbruschelli pensasse solo a vincere il Palio di agosto? Certamente no; ed è qui che il sottobosco dello Zeddone, a spasso continuamente in città con l'intera dirigenza di Castelvecchio, ha avuto un sobbalzo che proponesse in modo eclatante il divorzio dello Zeddone da Vagliano. Operazione riuscita, anche se nessuno ci crede e ci crederà, in virtù del rimbombo che ha suscitato la notizia dell'abbandono dello Zeddone a Ferrara. Comunque, sia che lo Zeddone si sia accorto che Capitanbruschelli, dopo un eventuale suo successo a Ferrara, avrebbe presentato la "nota spese"; sia che lo stesso Capitanbruschelli volesse che a vincere a Ferrara fosse il Villella, per ampliare la sua sfera operativa sul tufo; sia, infine, che il sottobosco dello Zeddone si sia stufato(a) delle chiacchiere gestionali da parte di Vagliano, sta di fatto che lo Zeddone ha ritirato, dalla società paliesca, gli ambasciatori, o, almeno, ha dato questa impressione. Ma tutte queste manovre, che intrecciano le strategie di Fucecchio e Ferrara, come possono intersecarsi con quelle di Siena? Visto che lo Zeddone e Capitanbruschelli hanno, per il momento, lo stesso e identico numero di Contrade a propria disposizione, a cosa è servito tutto questo caos? Praticamente a niente, perché, specialmente se domenica il sorteggio metterà sul tufo Chiocciola e Lupa, sia Capitanbruschelli che lo Zeddone dovranno andare a braccetto per cercare credibilità tecnica ed economica con cui presentarsi al canape. Qualcuno abboccherà ai messaggi in codice spediti dal sottobosco dello Zeddone e, in considerazione di ciò, l'estrazione di domenica è fin troppo delicata. Conclusioni? Noi, praticamente, non ci abbiamo capito assolutamente niente, neppure in quello che abbiamo scritto finora ed è una fortuna che, per i prossimi 16 mesi, saremo impegnati a tener fede al fioretto fatto. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

23 maggio 2008