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Le profonde differenze che esistono tra il mondo del Palio e quello dellUnire

La vicenda di Amoroso, ma in particolare la brillante consulenza a firma del Professor Giulio Soldani, hanno riproposto all'attenzione le differenze operative che esistono su due mondi completamente distanti e di difficile integrazione: quello del Palio di Siena e dell'Unire. E sono differenze che pesano soprattutto sul profilo del benessere del "cavallo-atleta", vista la configurazione organizzativa dei due mondi. Al di là degli scopi che si vogliono raggiungere, è essenziale evidenziare come le filosofie ispiratrici si trovino in netto contrasto tra sé. Il mondo del Palio è riuscito a creare, in considerazione dei gravi episodi del 1998, con una semplicità che fa sorridere quella salvaguardia "scritta" di cui necessitava con un "rigido protocollo", come è stato recentemente definito dal PM Marini, in cui la salvaguardia del cavallo e della Festa è assicurata. Il mondo dell'Unire, al contrario, anche in contrasto con ciò che stabilisce la Fei e le strutture degli Stati Uniti, si è ricamato un habitat dove l'ideologia della "tolleranza zero" ha creato più inconvenienti che benessere equino. Con troppa sufficienza, e senza tenere in considerazione degli effettivi effetti delle sostanze, si è stilata una classifica delle sostanze proibite che salvaguardasse, o facesse finta di farlo, lo scommettitore che è l'unico a tenere in piedi la struttura dell'Unire. E' evidente che, nel paragone di questi due mondi, non si può pensare di trovare un punto di convergenza comune per la salvaguardia equina; in quanto le due strutture muovono i propri passi con finalità diametralmente opposte. Chi è l'ambasciatore dell'Unire nel Palio di Siena? Nientemeno che il mago maghetto Reitano, con izyno che gli regge la candela.

19 maggio 2008