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Solo con le dimissioni può salvarsi il mago maghetto Reitano

La posizione assunta dal mago maghetto Reitano nei confronti del Palio di Siena, oltre a rappresentare un vero attacco alla festa, con la complicità silenziosa di izyno, è di per sé motivo di attenzione che Capitani e cavallai dovranno rivolgere alla vicenda. Non si può continuare a seguire, infatti, quel tipo di atteggiamento che è proprio di chi si adegua in silenzio al potere cittadino. Se per i cavallai vale sempre l'arma del ricatto economico, visto che la maggior parte attende l'introito di fine-settembre per far quadrare i bilanci sociali, la stessa filosofia non può essere applicata dai capitani che ricoprono quel ruolo a causa dell'indicazione, e rappresentanza, di una comunità, quella contradaiola. Il mago maghetto Reitano tiene tutti in mano e, sicuramente, non si è reso conto di quali impegni lo attendono all'Unire, in un ruolo che è in nettissimo contrasto, morale e operativo, con quello paliesco. Evidente, a questo punto che cavallai e Capitani debbano spingere per un chiarimento, su come il mago maghetto Reitano ha intenzione di svolgere questi opposti ruoli. Certo è che per risolvere la vicenda, al mago maghetto Reitano non resterebbero che le dimissioni per togliersi definitivamente dai coglioni da Siena. La Festa respirerebbe a pieni polmoni, anche in considerazione dell'assoluta non-preparazione che il mago maghetto Reitano, assieme a Pepe, Magnaghi e Giovagnoli, possiede nella valutazione del cavallo-atleta da Palio di Siena. Ma se cavallai e Capitani continueranno a ignorare la problematica, come farà il mago maghetto Reitano a rassegnare le dimissioni?

16 maggio 2008