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I favori interpersonali nel mondo paliesco e cittadino

La vicenda sollevata, in modo fantasioso, dal settimanale Il Mondo su eventuali intrecci ambientali tra il Capitano della Chiocciola e quello della Giraffa, hanno riaperto una delle numerose "pagine" di cui è ricca la storia della città e delle Contrade. "Pagine" che parlano esclusivamente dei rapporti, e conseguenti favori, interpersonali che emergono attraverso conoscenze nell'intricata rete del mondo contradaiolo e paliesco. La conoscenza delle persone e, soprattutto, il saper individuare il tasto giusto da premere, al momento giusto, rappresentato delle armi di psicologia paliesca la cui lettura aiuta per comprendere al meglio certe sfumature tecniche che resterebbero avvolte dal mistero. E nel Palio, come nella vita, il mistero non esiste; esiste, al contrario, lo scambio di conoscenze e di favori, al di qua e al di là del mondo paliesco, che produce mistero. Anche perché è il destinatario finale che preferisce fermarsi davanti alla nube di fumo che si sprigiona al contatto dell'evento da analizzare. Capita così che nel passato, anche remoto, certi meccanismi palieschi, certe strette di mano e certe conoscenze impensabili si configurino come del tutto naturali se osservate dall'angolazione giusta. Perché? Perché il mondo del Palio, per moltissimi anni passati, e per altrettanti anni che verranno, è, per la città di Siena, un veicolo troppo importante per essere ignorato. Conoscere il Palio, ed i personaggi che lo abitano, è conoscere una buona fetta della città che può insegnare al mondo come si possa agire con mentalità di "congregazione" senza dover ricorrere a strumenti malavitosi. Pensare, ed anche sostenere, che Siena non sia una città in cui la conoscenza, diretta e indiretta, ti apra tante porte è come pensare, e sostenere, che il sole tramonta prima di nascere. I meccanismi e i rapporti professionali si intrecciano con la vita paliesca; se non fosse così non sarebbe Siena e non si potrebbe parlare di Palio.

5 maggio 2008