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Le complicazioni regolamentari sull'elezione del capitano dell'Oca Da circa tre settimane le notizie che riguardano l'elezione del capitano dell'Oca, puntualmente riferite dalle colonne de La Nazione, focalizzano l'attenzione dei cosiddetti storici del Palio e delle Contrade, in considerazione del fatto che la componente femminile della Contrada vuole essere partecipe attiva della riconferma di Rodolfo Montigiani nel ruolo di Capitano per il 2008. Già lo scorso anno ci siamo interessati della vicenda Oca-donne ed oggi l'occasione dell'elezione del Capitano dell'Oca ci offre un ulteriore spunto che riguarda il Regolamento del Palio. E' una situazione che non andrebbe sottovalutata, perché attraverso i risvolti finali si andrebbero a scrivere numerose pagine di storia paliesca. Di cosa si tratta? Si tratta dell'esatta interpretazione dell'articolo 16, primo e secondo comma. L'articolo prevede la possibilità, da parte dei contradaioli, di ricorrere alla Giunta comunale per l'annullamento della nomina del Capitano, stabilendo tempi e modalità per il ricorso stesso. In particolare i contradaioli possono ricorrere alla Giunta «nel caso che alla votazione abbiano partecipato persone non aventi diritto al voto, o quando la nomina sia dovuta a minacce o raggiri». Nel caso di esclusione delle donne, alla votazione-conferma del Capitano dell'Oca, potrebbero subentrare sia i "raggiri", del resto tutti da provare, ma, soprattutto, le "minacce" intese appunto come impossibilità alle donne di votare in Assemblea generale. E' auspicabile che nelle stanze di Fontebranda questa pagina della storia della Contrada, ma anche del Palio, venga analizzata con attenzione, per cui è probabile che si giunga, tranquillamente, ad un'elezione-conferma che non metta la Contrada stessa davanti ad un vero e proprio "processo" da parte del Comune di Siena, qualunque sia la decisione "inappellabile" di izyno. Se tradizione e modo di comportamento dovessero trovare nell'Oca, anche in questa occasione, un riferimento preciso e delineato, si assisterebbe ad un'elezione-conferma senza particolari attenzioni esterne all'ambiente di Fontebranda. Certo è che il Regolamento del Palio offre un'occasione valida alle donne dell'Oca, ma è altrettanto certo che, alla fine, dovrà essere il senso di appartenenza, ad una consolidata struttura, a doverne uscire vincente, almeno per il 2007. Si tratta di "complicazioni", ma proprio da queste può nascere quella breccia del muro-contro-muro che la storia della Contrada certo non merita. Per la cronaca della storia paliesca l'articolo 16 nacque, come articolo 9-bis, con una delibera della Giunta Municipale dell'agosto 1919, quando le donne, in tutte le Contrade, non votavano, ed è giunto così "confezionato" con la riscrittura del 1949 ed una lieve modifica avvenuta nel 1981. 10 dicembre 2007 |